ALIMENTAZIONE Da quest’anno sulle nostre tavole colombe pasquali “doc”

Le colombe pasquali che mangeremo tra qualche giorno, se fatte a regola d’arte, saranno riconoscibili dal nome. Da febbraio scorso, infatti, è entrato in vigore un decreto del ministero delle Attività Produttive e delle Politiche Agricole e Forestali che ha riservato il nome di "colomba pasquale" ai prodotti che non contengono grassi idrogenati e altri ingredienti scadenti ed economici con i quali si sostituisce il più costoso burro, ma potranno contenere semmai altri ingredienti come latte, miele, malto, burro di cacao, eccetera.

Le uova delle colombe dovranno essere di categoria "A", cioè fresche, e in quantità tale da garantire non meno del 4% in tuorlo mentre la quantità di burro non deve essere inferiore al 16% e quella dei canditi al 15%. Inoltre occorre assicurarsi che è stato utilizzato un lievito naturale. Il prodotto che non rispetta queste regole non può chiamarsi "colomba pasquale", ma semmai con un altro nome di fantasia (per esempio, "dolce di Pasqua").

Clicca qui per scaricare il decreto.

Comments are closed.