ALIMENTAZIONE De Castro, marchi Ue verso riconoscimento globale

BRUXELLES. L’atteggiamento internazionale ed europeo verso la tutela dei marchi di origine geografica per alcuni prodotti alimentari sta cambiando, al punto che non si esclude la creazione di un registro internazionale al quale sarebbero ammessi inizialmente 30/40 marchi europei. Lo ha detto oggi il ministro delle Politiche agricole e forestali, Paolo De Castro, a Bruxelles dove ha partecipato ad un Consiglio Ue per l’Agricoltura.

Citando il nuovo approccio registrato in Paesi solitamente scettici nei confronti dei marchi di origine, come Giappone e India, De Castro ha osservato che "si sta entrando in una fase nuova rispetto al grande tema dei riconoscimenti geografici" al punto che si può immaginare che "almeno un primo gruppo di una trentina, quarantina di marchi collettivi europei potrebbero essere autorizzati in un registro multinazionale obbligatorio".

De Castro ha rilevato inoltre "la nuova sensibilità" registrata anche a livello europeo sulla questione. "Cresce la consapevolezza che non è più un problema intra-europeo, bensì tra l’Ue e il resto del mondo", ha osservato il ministro, sottolineando che la guerra tra il ‘made in Italy’ e il ‘made in France’ appartiene al passato mentre adesso bisogna invece far fronte alla nuova concorrenza, spesso sleale, proveniente dal resto del mondo. Per dimostrare che questa concorrenza da Paesi in via di sviluppo non è solo un problema italiano, De Castro ha in particolare fatto l’esempio del problema spagnolo nei confronti dei vini Rioca esportati da Paesi sudamericani, che così violano il rispetto dell’origine del celebre marchio spagnolo

Il ministro ha anche annunciato che l’Italia è in favore di un accordo nell’ambito dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) per l’ulteriore liberalizzazione degli scambi, ma non accetterebbe che la necessaria riduzione delle tariffe europee tocchi i prodotti già poco protetti e in particolare le colture mediterranee. Per il ministro è necessario agire sulle colture più protette, in particolare carne, latte e cereali. Pur sottolineando che prima che l’Unione europea faccia un nuovo passo è necessaria "una manifestazione concreta di volontà" da parte di Stati Uniti e Paesi in via di sviluppo (Brasile in particolare), De Castro ha tuttavia spiegato che nel caso si creino le condizioni per un accordo "è evidente che non potranno essere le produzioni mediterranee, che già hanno tariffe molto basse, a vedersi ulteriormente abbassate le loro tariffe". "Bisognerà invece ridurre le tariffe dei prodotti europei più protetti, come carne, latte e cereali", ha commentato il ministro.

Infine il Ministro ha espresso "preoccupazione" per l’ondata di gelo che ha investito l’Italia. "L’ondata di gelo – ha detto- sicuramente ci fa preoccupare perche’ lo stato vegetativo delle piante e’ tale che una gelata comporterà dei danni", ha detto De Castro assicurando tuttavia di "monitorare attentamente la situazione, auguriamoci che le temperature non scendano mai sotto lo zero altrimenti questo problema sara’ sicuramente molto forte".

 

 

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