ALIMENTAZIONE Dieta mediterranea, 44% di italiani infrange principi

La dieta mediterranea ha successo in tutto il mondo, ma il 44% degli italiani non ne segue i principi, a fronte di un 93% che riconosce l’importanza di una dieta sana ed equilibrata. Nonostante lo "Stile di vita mediterraneo" sta per compiere il suo primo anno (il prossimo 17 novembre) dalla dichiarazione di Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco, gli italiani non lo rispettano come dovrebbero: quattro su dieci non consumano frutta tutti i giorni, il 54% non consuma quotidianamente verdura e il 71% non mangia legumi 2-4 volte alla settimana.

E’ il quadro che emerge dalla terza edizione dell’Osservatorio Adi-Nestlé, presentata durante il XIV Corso nazionale dell’Associazione di dietetica e nutrizione clinica, in corso a Roma dal 9 al 12 novembre. Lo studio, che rappresenta una delle più complete indagini sullo stato di forma fisica e sulle abitudini alimentari della popolazione, si è focalizzato quest’anno sul rapporto tra gli italiani e la dieta mediterranea.

Il principale nemico della dieta mediterranea sembra essere la fretta, con l’abitudine di consumare pasti veloci e mangiare sempre più spesso fuori casa. Un italiano su dieci consuma pasti veloci tutti i giorni e il 49% lo fa almeno 2 volte alla settimana; un italiano su dieci pranza tutti i giorni fuori casa, e il 42% almeno due volte a settimana. Il pasto più comunemente consumato al ristorante, al bar o in ufficio è il pranzo (40%) seguito dalla cena (34%).

La componente conviviale dei pasti, alla base della cultura culinaria nazionale, si scontra con l’amore degli italiani per la televisione: sei persone su dieci dichiarano infatti di consumare il proprio pasto davanti allo schermo almeno 2 volte la settimana, addirittura il 30% delle persone siede a tavola davanti alla tv tutti i giorni. Soltanto il 16% degli intervistati consuma 5 pasti quotidiani, con lo spuntino mattutino e la merenda a intervallare i tre pasti principali.

"Tra le buone abitudini che sembrano essersi perse – commenta il presidente della Fondazione ADI e coordinatore scientifico dell’Osservatorio ADI-Nestlé, Giuseppe Fatati – il consumo di 5 pasti quotidiani (in particolare spuntino mattutino e merenda) appannaggio solo del 16% della popolazione e il rispetto dei tempi a tavola: un italiano su dieci consuma pasti veloci tutti i giorni e il 49% delle persone lo fa almeno due volte la settimana. Complici i ritmi della società contemporanea, sempre più spesso sacrifichiamo i pasti. Per coprire il nostro fabbisogno energetico non è solo necessario assumere la quantità di calorie opportuna per il nostro fisico, ma farlo in maniera efficace dedicando il tempo necessario e evitando buchi di molte ore".

Erroneamente chi non rispetta le giuste frequenze della dieta mediterranea saltando spuntino e merenda crede che saltare i pasti sia un buon modo per perdere peso. "In realtà – continua Fatati – proprio la corretta frequenza nei pasti permettere di metabolizzare ciò che ingeriamo".

L’Osservatorio ADI-Nestlé evidenzia anche un rapporto diretto tra una maggior sedentarietà e le abitudini alimentari scorrette: la metà di chi non rispetta la dieta mediterranea dichiara anche di fare poco moto. Lo studio ha individuato infine anche differenti approcci all’alimentazione che coinvolgono la sfera del piacere, del benessere e della funzionalità. Se per il 41% delle personel’alimentazione è sentirsi sani e in forma, un altro 23% ricerca nel cibo appagamento e piacere. Nel paese della buona cucina sono però in molti a riconoscere nel cibo una ragione principalmente funzionale con il 25% delle persone che mangia per nutrirsi e l’7% per acquisire energia.

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