ALIMENTAZIONE Diouf (FAO): “Occorre un nuovo ordine agricolo mondiale”

Il Piano d’azione immediato per riformare la Fao è stato approvato per acclamazione dalla trentacinquesima sessione della Conferenza FAO. L’obiettivo è quello di rendere l’agenzia tale da poter giocare "un ruolo effettivo nella sicurezza alimentare globale – ha detto il direttore generale Jaques Diouf, intervenendo alla Conferenza – Dopo 60 anni è necessario creare un nuovo sistema di sicurezza alimentare mondiale". Il piano di riforma partirà nel 2009 per terminare nel 2012 e per attuarlo sarà necessario un investimento di 21,8 milioni di dollari. Le risorse saranno fornite dai Paesi aderenti alla FAO, attraverso un fondo straordinario creato per contributi extra budget ordinario.

Si tratta del piano di riforma più ampio che abbia mai interessato un’agenzia delle Nazioni Unite, secondo la FAO, e si focalizzerà sulla individuazione precisa degli obiettivi da perseguire con i progetti tecnici, una maggiore trasparenza e controllo dei progetti da parte dei Paesi donatori e uno snellimento della governance dell’agenzia, con modifiche nella durata del mandato del direttore generale, che passa da 6 a 4 anni, come accade per il PAM e l’IFAD E uno sfoltimento di un terzo dei direttori, attualmente 120.

"Dobbiamo correggere il sistema attuale che genera insicurezza alimentare a causa delle distorsioni dei mercati internazionali causate da sussidi agricoli, tariffe doganali e barriere commerciali ma anche da un’iniqua distribuzione nelle risorse dell’assistenza ufficiale allo sviluppo e nei budget nazionali dei paesi in via di sviluppo", ha continuato Diouf.

Diouf ha anche manifestato la necessità di un Vertice mondiale che dovrebbe tenersi per la prima metà del 2009 e "dovrebbe gettare le basi per una nuova governance della sicurezza alimentare mondiale e per un nuovo sistema di commercio agricolo che offra agli agricoltori – sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo – le condizioni per guadagnarsi da vivere in modo dignitoso". "Dobbiamo avere l’intelligenza e l’immaginazione per riuscire a formulare politiche di sviluppo agricolo insieme a regole e meccanismi che assicurino un commercio internazionale non solo libero ma anche equo".

Nel corso del Vertice i capi di stato e di governo dovrebbero anche discutere dell’istituzione di un Fondo per gli interventi d’emergenza, in grado di fornire risorse di reazione rapida per far aumentare la produzione alimentare nei paesi poveri fortemente dipendenti dalle importazioni di cibo, ha aggiunto Diouf.

Per raggiungere questo obiettivo, Diouf ha proposto di partire dall’esistente Commissione FAO per la sicurezza alimentare (CFS, l’acronimo inglese), creata nel 1974 per monitorare la situazione alimentare mondiale. "In quanto istituzione intergovernativa la Commissione è universale ed è aperta a tutti i Paesi Membri della FAO, ed ai rappresentanti dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali, alle ONG, alla società civile ed al settore privato", ha fatto notare il Direttore Generale della FAO.

Nello specifico, il ruolo della Commissione dovrebbe essere quello di prevenire le crisi alimentari internazionali ed aiutare a sviluppare e attuare le politiche a livello nazionale, regionale ed internazionale necessarie per raggiungere la sicurezza alimentare. Potrebbe anche servire da forum di discussione su quali principi dovrebbero governare il commercio agricolo internazionale per favorire la sicurezza alimentare. Uno dei compiti dovrebbe essere quello di analizzare bisogni e rischi futuri e formulare raccomandazioni sulle politiche più appropriate.

Dovrebbe essere rafforzata ed ampliata per diventare un sistema coerente di governance della sicurezza alimentare mondiale, e dovrebbe includere una "Partnership globale per la sicurezza alimentare mondiale" basandosi su alleanze già avviate e sui già esistenti gruppi consultivi esterni di esperti di produzione agricola, zootecnia, pesca, foreste e degli aspetti socio-economici dell’alimentazione e dell’agricoltura, possibilmente con la stessa formula usata per il Gruppo intergovernativo di esperti sul Cambiamento climatico (IPCC).

Diouf ha poi sottolineato come la FAO sia ben consapevole di cosa occorra fare per sradicare la fame nel mondo e raddoppiare la produzione alimentare mondiale per il 2050 per dar da mangiare ad una popolazione prevista di oltre 9 miliardi di persone. "Esistono già i piani, I programmi ed i progetti per risolvere il problema della fame", ha sottolineato Diouf. Il raggiungimento di questi obiettivi è un problema di volontà politica e di risorse, e non un problema tecnico.

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