ALIMENTAZIONE Dop e Igp, domani a Milano incontro e volume sul “marketing dei prodotti tipici”

Un incontro e un volume per fare il punto sul "marketing dei prodotti tipici", che hanno raccolto una convergente attenzione di consumatori, imprese e istituzioni ma scontano problemi e criticità particolari, che vanno dalla presenza di Dop e Igp ancora "sulla carta" alla necessità di individuare nuovi mercati di sbocco per i "grandi" Dop, quelli con fatturati maggiori: è l’iniziativa che si svolgerà domani presso la Fiera di Milano, dove sarà presentato il volume a cura di Nomisma e Paolo Palomba "Marketing dei prodotti tipici. La valorizzazione dei prodotti agroalimentari "del territorio": criticità, prospettive e rapporti con la Grande Distribuzione".

Dop e Igp sono diventati anche strumenti di marketing, capaci di offrire una strategia di differenziazione alle imprese agroalimentari. Registrati a Bruxelles ci sono oltre 830 prodotti: 177 sono di origine italiana. Ma non mancano i problemi: molte Dop e Igp oggi iscritte all’Albo comunitario risultano ancora "sulla carta" e in certi casi, come in quello dell’olio extravergine di oliva, l’incidenza delle quantità certificate sulla produzione complessiva è pari ad appena il 10%.

Da un recente studio della London Economics emerge che solo il 16% dei consumatori italiani riconosce il simbolo della Dop e dell’Igp. Inoltre, l’adesione a un circuito di qualità certificata comporta costi significativi che iniziano già nell’iter amministrativo di riconoscimento. Inoltre, si legge nella nota di lancio dell’iniziativa, "nel caso invece dei prodotti Dop e Igp italiani ad elevato volume di offerta (quelli con un fatturato sopra i 100 milioni di euro rappresentano appena il 9% delle denominazioni di origine riconosciute ma sono responsabili dell’88% del fatturato complessivo del settore certificato) non sono i costi di certificazione ad impensierire i produttori, quanto la necessità di individuare sia nuovi mercati di sbocco che percorsi per un’organizzazione più efficiente della fase di commercializzazione". I percorsi di valorizzazione devono giocoforza considerare il ruolo della Grande Distribuzione, responsabile delle vendite di quasi il 60% delle quantità certificate di prodotti Dop e Igp italiani.

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