ALIMENTAZIONE Due nuove DOP italiane: Farina di Castagne della Lunigiana e Formaggella del Luinese

L’Italia continua ad incrementare l’elenco europeo delle Denominazioni di Origine Protetta. Oggi hanno ottenuto il riconoscimento altri due prodotti "nostrani": la "Farina di Castagne della Lunigiana" e la "Formaggella del Luinese". Con questi due prodotti, il totale delle produzioni italiane che hanno ottenuto il riconoscimento Dop o Igp è salito a 225. Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, ha commentato: "La produzione agroalimentare d’eccellenza che contraddistingue il nostro Paese ha conquistato due nuovi riconoscimenti, quello per la Farina di Castagne della Lunigiana Dop e quello per la Formaggella del Luinese. Si tratta di una dimostrazione che il settore agricolo italiano prosegue nel suo percorso virtuoso basato su qualità, riconoscibilità e sicurezza alimentare".

"L’Italia continua a svettare nella classifica europea – ricorda la Cia-Confederazione italiana agricoltori – seguita a distanza dalla Francia (con 183 riconoscimenti) e dalla Spagna (con 148). E’ una posizione di leadership che ora bisogna continuare a valorizzare e promuovere sui mercati internazionali, visto che il segmento dei prodotti "garantiti" ha anche un’importante peso di mercato. Solo nel 2010 il giro d’affari legato alle produzioni Dop e Igp è stato pari a circa 9 miliardi di euro, di cui quasi 2 miliardi legati all’export. A livello regionale – continua la Cia – il fatturato alla produzione delle Dop e Igp ha regalato il podio all’Emilia Romagna, con quasi 2,2 miliardi di euro complessivi e un valore del 40,9 per cento sul totale delle produzioni italiane certificate. Al secondo posto (dati Ismea 2009) c’è la Lombardia con un fatturato di 1,3 miliardi di euro e, molto lontano dalle prime due posizioni, il Friuli Venezia Giulia con 350 milioni. Adesso bisogna continuare a lavorare sulla qualità e sulla tipicità dei nostri prodotti agroalimentari – conclude la Cia – ma allo stesso tempo c’è bisogno di rafforzare la lotta alla contraffazione, perché la tutela delle ‘griffe’ alimentari è ancora troppo debole e non riesce a contrastare fenomeni odiosi come l’"italian sounding".

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