ALIMENTAZIONE FAO: nel mondo aumenta consumo di pesce ma non migliora stato stock ittici

Aumenta il consumo di pesce nel mondo, cresce la pesca d’allevamento ma allo stesso tempo non migliora lo stato degli stock ittici, con una percentuale del 32% che risulta eccessivamente sfruttato o esaurito. In particolare, a livello mondiale "il contributo dei prodotti ittici alla dieta ha raggiunto in media la cifra record di quasi 17 kg a persona, fornendo ad oltre tre miliardi di persone il 15% almeno dell’apporto medio di proteine animali". Si tratta di un dato legato alla crescita della pesca d’allevamento, che supererà presto la pesca di cattura nel consumo di prodotti ittici.

Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) "Lo stato della pesca e dell’acquacoltura nel mondo" pubblicato oggi. Secondo il Rapporto, la pesca e l’acquacoltura nel complesso danno occupazione a circa 540 milioni di persone, l’8% della popolazione mondiale. Mai prima d’ora si era registrato un così alto consumo di prodotti ittici e mai prima d’ora così tante persone erano state coinvolte nel settore, rileva la FAO, che sottolinea però come "la percentuale complessiva di stock ittici oceanici sfruttati in eccesso, esauriti o in fase di ricostituzione non è diminuita, al contrario si stima sia leggermente più alta che nel 2006. Circa il 32% degli stock ittici mondiali risultano sfruttati in eccesso, esauriti o in fase di ricostituzione, e secondo il Rapporto necessitano di ricostituirsi al più presto".

Il documento esamina anche l’impegno di far valere controlli più rigidi e misure commerciali e legislative adeguate contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata; secondo un recente studio, il costo della pesca illegale e non dichiarata si stima fra i 10 ed i 23,5 miliardi di dollari l’anno. Sul tavolo c’è inoltre il dibattito sulla proposta di registrare a livello internazionale tutti i pescherecci: si assegnerebbe a ciascun peschereccio un’identificazione unica che rimarrebbe costante, indipendentemente dalla proprietà o dal cambio di bandiera. Per la FAO, "una trasparenza di questo tipo renderebbe più facile vigilare sulle imbarcazioni coinvolte in attività di pesca illegale".

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