ALIMENTAZIONE Finanziaria, Cia chiede rilancio del settore agricolo e del made in Italy

La crisi strutturale del settore agricolo italiano necessita di provvedimenti seri, a partire dalla prossima finanziaria. Lo richiede la Confederazione italiana agricoltori, con un intervento del suo presidente Giuseppe Politi durante il convegno "L’agricoltura italiana tra Europa e mondo", svoltosi oggi a Pesaro nell’ambito della Festa nazionale dell’Unità. Favorire lo sviluppo e la competitività della produzione nazionale significherebbe, secondo la Cia, rilanciare il "made in Italy" sui mercati esteri.

"L’agricoltura italiana, sempre più in grave crisi strutturale, chiede maggiore attenzione, ma soprattutto un progetto che permetta una reale svolta positiva in grado di dare certezze ai produttori che non possono continuare ad operare tra costi crescenti e prezzi in persistente stagnazione se non in calo. Il governo, fin dalla prossima legge finanziaria, deve cominciare a dare risposte adeguate. Il tempo delle promesse è finito. Ora aspettiamo concretezza. Aspettiamo che la concertazione, come più volte annunciato, coinvolga tutte le parti sociali e non sia solo un dialogo tra pochi. Aspettiamo fiduciosi la convocazione a Palazzo Chigi, altrimenti siamo pronti a sviluppare tutte le iniziative necessarie per far sentire la voce del settore agricolo".

"In più occasioni abbiamo ripetuto che – ha aggiunto Politi – la manovra economica per il 2007 deve cominciare a delineare un nuovo quadro di interventi per il mondo agricolo, come, d’altra parte, indicato nel Dpef. Una politica che, tuttavia, deve articolarsi in un’azione più complessiva ed organica che, per noi, deve avere il suo momento focale nella Conferenza nazionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Un appuntamento, viste le difficoltà che attraversa il settore (confermate dal calo del valore aggiunto nel secondo trimestre del 2006), non più procrastinabile e, quindi, da tenere in tempi molto brevi".

"Il nuovo progetto per il settore primario – ha sottolineato il presidente della Cia – deve articolarsi lungo tre indispensabili direttrici: la proiezione internazionale del sistema agroalimentare, il rafforzamento dei rapporti di filiera, l’innovazione per l’impresa agricola. Sono direttrici che vanno percorse in maniera decisa se si vuole dare un futuro agli imprenditori, in particolare quelli giovani che oggi entrano nel settore e si trovano di fronte ostacoli ed intralci, finanziari e burocratici, sempre più complessi".

"Oltre ai costi produttivi e agli oneri contributivi, che appesantiscono enormemente la gestione dell’impresa, riducendone la competitività, quello che più preoccupa – ha rilevato Politi – sono le difficoltà che s’incontrano sui mercati esteri, dove c’è una concorrenza agguerrita e dove il ‘made in Italy’ subisce attacchi da parte dell’agropirateria. Una concorrenza che non viene solo dai nuovi paesi produttori ed esportatori, ma dagli stessi partner europei (a partire dalla Spagna)".

"Per questa ragione – ha concluso il presidente – insistiamo sull’esigenza di regole contrastare le contraffazioni e, in special modo, di una seria politica di promozione delle nostre produzioni a livello internazionale e di una protezione multilaterale delle denominazioni geografiche. A tale scopo riteniamo importante e non rinviabile la definizione di un progetto condiviso e capace di coinvolgere i diversi ministeri interessati, le Regioni, i Comuni e le Province, le Camere di commercio e le organizzazioni professionali agricole, nel quale individuare obiettivi, risorse finanziarie, mercati, prodotti, soggetti e strumenti interessati alla promozione del ‘made Italy’ nel mondo".

 

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