ALIMENTAZIONE Frutta e verdura: calano i consumi (-10%)

Tornano a crollare i consumi domestici di frutta e verdura. Nell’aprile scorso, rispetto allo stesso mese del 2005, il calo è stato di quasi il 10 per cento, mentre, nel primo quadrimestre, nei confronti dell’analogo periodo dell’anno passato, la flessione è stata del 3,4 per cento. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale sottolinea che questa flessione nella "voce ortofrutta" segna una drastica battuta d’arresto dopo una fase di ripresa delle vendite che, fino a marzo, aveva fatto ben sperare.

A trascinare verso il basso la diminuzione delle vendite nel settore dell’ortofrutta -sostiene la Cia- sono stati sia la frutta fresca, scesa, su base annua, dell’11,1 per cento, sia le verdure e gli ortaggi freschi, in flessione del 10,3 per cento. Causa, secondo gli agricoltori, di questa inaspettata diminuzione è da ricercarsi negli elevati prezzi al consumo, soprattutto nel periodo delle feste pasquali. Insomma, la frutta, le verdure e gli ortaggi restano troppo cari, certamente però meno rispetto ai livelli vertiginosi raggiunti nel 2003 e nel 2004. E così gli italiani ne hanno drasticamente ridotto i consumi. Sta di fatto che nel 2005 -segnala la Cia- il calo complessivo per il settore è risultato pari al 5 per cento, molto inferiore al crollo riscontratosi negli anni precedenti, con punte del 15 per cento.

C’è da rilevare, tuttavia, che sui campi – si legge dalla nota – i prezzi dell’ortofrutta hanno da mesi una tendenza al ribasso, non toccando, però, le pesanti flessioni del 2005 e 2004, rispettivamente, del 7,5 per cento e del 10, 4 per cento. Gli aumenti, purtroppo, si sono avuti -afferma la Cia- negli altri passaggi della filiera agroalimentare, dove si sono registrati incrementi superiori anche di 20 volte rispetto ai prezzi praticati dal produttore. I casi delle carote, del radicchio e dell’insalata, che dai campi alla tavola hanno subito aumenti di 25-30 volte, sono emblematici. Prodotti che hanno avuto al consumo rincari del tutto ingiustificati.

I produttori agricoli -sostiene la Cia- continuano pertanto ad essere alle prese con problemi sempre più opprimenti: dalla crescita dei costi produttivi (soprattutto quelli del carburante) e previdenziali, alla costante diminuzione dei prezzi praticati sui campi. Un quadro che ha determinato un taglio netto dei redditi che nel 2005 è stato del 10,4 per cento e che per quest’anno rischia di essere peggiore. Oggi, comunque, ancora quattro nostri connazionali su dieci -sottolinea la Cia- non mangiano frutta e verdura almeno una volta al giorno. Una percentuale che si è praticamente raddoppiata rispetto ad dieci anni fa. Nel 1996, infatti, erano solo due italiani su dieci che non avevano quotidianamente sulle loro tavole ortofrutticoli.
La Confederazione infine, rileva che nello scorso anno per gli acquisti domestici di frutta si sono spesi circa 3 miliardi di euro, mentre per gli ortaggi poco più di 2 miliardi di euro.

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