ALIMENTAZIONE Il Parlamento europeo auspica più chiarezza per le etichette del latte

Il Parlamento europeo vota sul latte. L’assemblea accoglie con favore la possibilità di correggere il contenuto proteico del latte, chiede che i risparmi prodotti dalla riduzione del prezzo di intervento restino al settore lattiero-caseario, propone di aumentare l’aiuto alla distribuzione del latte nelle scuole e auspica maggiore chiarezza nelle etichette: questi i principali risultati del voto odierno del Parlamento su tre relazioni centrate sul latte. Attualmente non è consentito correggere il contenuto proteico del latte portandolo a un livello standard e il contenuto proteico naturale del latte raccolto deve essere mantenuto nel latte conservato, mentre il contenuto proteico naturale del latte in polvere è compreso fra il 31% e il 37%. L’industria lattiero-casearia europea e gli esportatori di latte in polvere e di latte condensato hanno chiesto che la normativa comunitaria sul tenore proteico venga adeguata agli standard internazionali. Secondo la Commissione, la proposta di autorizzare la standardizzazione del tenore proteico minimo al 34% espresso in materia secca sgrassata consente ai produttori europei di entrare in concorrenza con i produttori extracomunitari alle stesse condizioni. La relazione presentata oggi al Parlamento ha approvato senza modifiche la proposta della Commissione.

La Commissione ha inoltre proposto la riduzione del prezzo di intervento del latte scremato in polvere (sulla base di una standardizzazione del tenore proteico al 34%), l’introduzione di un unico tasso di aiuto per il latte distribuito nelle scuole e l’abolizione della soglia di attivazione dell’intervento per il burro. Il Parlamento ha approvato su questi temi una seconda relazione in cui ha presentato alcuni emendamenti, fra i quali uno stabilisce che le economie di bilancio realizzate "dovrebbero rimanere nel settore lattiero caseario" e chiede l’istituzione di un programma di ristrutturazione del fondo lattiero-caseario. I deputati hanno respinto l’abolizione dell’ammasso privato per la crema e per il latte scremato in polvere e hanno chiesto che il nuovo tasso unico di aiuto per la distribuzione del latte nelle scuole sia aumentato da 16,11 a 18,15 euro/100 kg. Un emendamento presentato nella terza relazione sostiene che tenore di grasso e denominazione del prodotto devono essere collegati tra loro e, assieme al tenore specifico di grasso, vanno indicati sulla confezione.

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