ALIMENTAZIONE Il sapore dell’uva, i risultati di un’indagine internazionale sui pesticidi

Sono sempre troppo numerosi i pesticidi presenti nei prodotti ortofrutticoli. Lo rivela l’indagine presentata in contemporanea oggi in 5 paesi europei sulla presenza dei pesticidi nell’uva da tavola realizzata dalle organizzazioni afferenti al Pesticide Action Network e Greenpeace Germania, e nel nostro paese promossa e curata da Legambiente. L’analisi, che ha coinvolto i supermercati delle catene Coop, Esselunga, Metro, Lidl e Carrefour in sette regioni (Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania) permette di confrontare i dati raccolti in Italia, Francia, Olanda, Germania, Ungheria, per un totale di 124 campioni di uva, dei quali 24 prelevati nel nostro paese.

I risultati complessivi (nei 5 paesi) mostrano un solo campione sui 124 analizzati, privo di residui chimici; due campioni contaminati da un pesticida e 121 campioni con residui di due o più principi chimici tra i quali un’uva francese con ben 16 principi attivi. Tra questi, 3 campioni sono risultati fuorilegge secondo la normativa attuale. Sarebbero stati invece ben 37 se questa indagine fosse avvenuta nel 2005: effetto della famosa "armonizzazione" dei limiti imposti nei diversi paesi che, nei fatti, ha determinato un generale innalzamento dei limiti consentiti.

"Una politica veramente corretta nei confronti dei consumatori da parte delle catene della grande distribuzione alimentare – ha dichiarato Francesco Ferrante, responsabile agricoltura di Legambiente – dovrebbe vedere i supermercati quali principali garanti della qualità dei prodotti in commercio. Dovrebbero essere loro infatti, i principali interessati a non esporre negli scaffali prodotti che contengono residui chimici oltre la soglia consentita o residui di sostanze addirittura proibite. La nostra battaglia, in tutte le sedi, sarà quella per veder adeguare la nostra legislazione in materia (ferma da oltre 30 anni) affinché venga correttamente considerato il problema del multiresiduo di principi chimici su un singolo prodotto, i cui effetti sinergici e a lungo termine non sono stati ancora valutati".

Tra le catene dei supermercati coinvolti, quelle olandesi ottengono i risultati migliori, i tedeschi quelli peggiori e l’Italia si attesta più o meno a metà classifica con luci ed ombre. Particolare il caso della catena Lidl, unico supermercato presente, e quindi preso in considerazione dall’indagine in tutti e 5 i paesi, che mostra una politica di tipo schizofrenico: attenta in alcuni paesi (Germania e Olanda), lassista in altri, tra cui l’Italia dove l’attenzione ai pesticidi risulta evidentemente minore.

Le analisi effettuate sui campioni prelevati in Italia tornano a confermare i risultati denunciati da Legambiente ogni anno con l’indagine "Pesticidi nel Piatto": nonostante i passi in avanti realizzati dalla nostra agricoltura negli ultimi anni sono ancora troppi i prodotti chimici utilizzati e quindi numerosi i campioni contaminati che, seppur quasi sempre al di sotto dei limiti di legge, destano preoccupazione perché con presenza contemporanea di diversi pesticidi sullo stesso campione.

Delle 24 uva analizzate, tutte risultano contaminate da pesticidi. In totale 31 sono i principi attivi diversi trovati, in misura di 6,6 su ogni campione. Nello specifico, sette campioni sono stati etichettati come "non raccomandabili" e 17 hanno ricevuto l’etichetta di "attenzione". Nessuno ha ricevuto l’etichetta di "raccomandabile"1.

Legambiente in accordo con tutte le associazioni europee aderenti al PAN nei rispettivi paesi, chiede all’Italia di dotarsi di un piano nazionale per l’uso dei pesticidi che si ponga obiettivi chiari e definiti, a partire dalla diminuzione di almeno il 50% dell’uso di pesticidi in 10 anni. Il Governo italiano insieme a tutti gli altri governi dell’UE dovrebbero poi garantire che i pesticidi cancerogeni, mutageni, tossici per l’apparato riproduttivo e per lo sviluppo del feto e dannosi per il sistema endocrino siano tolti dal mercato e che non vengano più concesse nuove autorizzazioni per questo tipo di prodotti.

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