ALIMENTAZIONE Impennata dei prezzi delle materie prime, le preoccupazioni di Federalimentare

L’aumento del prezzo delle materie prime ha raggiunto livelli preoccupanti mai registrati in precedenza e rischia di avere una pesante ricaduta sulle nostre tavole con aumenti significativi sugli scaffali. E’ l’allarme lanciato dal Presidente di Federalimentare, Gian Domenico Auricchio che commenta: «Nel corso dell’ultimo anno le quotazioni di molti prodotti alla base delle produzioni alimentari hanno subito incrementi tali (cereali +60%, farine +50%, uova +20%, oli vegetali +30%, latte e derivati +30%, latte in polvere +100%, burro +50%, carni +20-40%) da non poter essere più assorbiti dalle ordinarie politiche commerciali del settore e purtroppo da riversare sul prezzo dei prodotti finiti. Una situazione di grave sofferenza che mette in seria difficoltà la competitività di molti comparti della nostra Industria».

Alla base dei rincari ci sono la diminuzione della disponibilità e l’applicazione della nuova Pac, che non permettono un approvvigionamento sufficiente, unitamente a diffusi fenomeni speculativi.

«Le aziende produttrici – prosegue Auricchio – hanno cercato, con crescenti ma ormai insostenibili difficoltà, di riassorbire i forti differenziali di costo. Esse hanno intaccato le scorte e ridotto quanto più possibile gli impatti sul prezzo finale del prodotto. E questo, benché i prezzi della materia prima incidano pesantemente sui costi di produzione, con punte che superano il 50% in comparti leader nel mondo come ad esempio quelli della pasta e dei formaggi».

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