ALIMENTAZIONE Latte, UE verso mercato trasparente e concorrenziale

La Commissione europea ha adottato una proposta sulle "relazioni contrattuali nel settore del latte", che rafforza la posizione dei produttori lattiero-caseari nella filiera di approvvigionamento e prepara il settore per un futuro più sostenibile e concorrenziale. La proposta prevede contratti scritti, tra produttori di latte e trasformatori, che definiscano i prezzi, il calendario e il volume delle consegne e la durata del contratto; prevista la possibilità di negoziare collettivamente le condizioni contrattuali attraverso le organizzazioni di produttori (in modo da bilanciare il potere contrattuale dei produttori lattieri nei confronti dei principali trasformatori).

Inserite, inoltre, norme specifiche per le organizzazioni interprofessionali e misure destinate a migliorare la trasparenza nel mercato. "Queste proposte – ha commentato il Commissario Ue per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Ciolos – scaturiscono dalla volontà di mettere a profitto gli insegnamenti tratti dalla crisi del mercato lattiero-caseario dello scorso anno. Altre raccomandazioni del gruppo di alto livello, istituito dopo la crisi dell’anno passato, saranno esaminate nell’ambito del dibattito sulla riforma della PAC (far fronte alla volatilità e rafforzare l’innovazione) e del pacchetto qualità (norme di commercializzazione e indicazione dell’origine nell’etichettatura). Si tratta di cambiamenti importanti che consentiranno al settore di prepararsi a un "atterraggio morbido" per il 2015, anno in cui saranno abolite le quote latte".

La Commissione ha inoltre adottato una relazione sulla situazione del mercato lattiero-caseario e sulle conseguenti condizioni per estinguere gradualmente il regime delle quote latte (la soppressione definitiva del regime è prevista per il 1° aprile 2015).

Secondo Confagricoltura questo è "un primo e significativo passo avanti nella definizione di nuovi rapporti tra i soggetti della filiera del latte in quanto può migliorare la trasparenza, non sempre presente, nei rapporti mercantili". "La negoziazione su prezzi di cessione, calendari e volumi delle consegne e durata del contratto da parte delle organizzazioni dei produttori, in nome dei soci, può rappresentare – ad avviso di Confagricoltura – un valido strumento per razionalizzare e organizzare l’offerta". Rafforzare il peso degli allevatori all’interno della filiera è positivo; grande cautela, invece, è necessaria sulla questione del superamento del regime delle quote; ciò proprio alla luce dell’estrema volatilità dei prezzi che hanno caratterizzato l’andamento dei mercati. "Il mantenimento di un modello di regolazione è ancora valido, anche se deve essere adattato ai tempi e governato da una lunga fase di adattamento".

Secondo Coldiretti "occorre introdurre misure di trasparenza come l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del latte e dei suoi derivati per aumentare le possibilità di scelta dei consumatori ed il potere contrattuale agli allevatori, soprattutto in un paese come l’Italia dove tre litri di latte a lunga conservazione su quattro ed una mozzarella su due sono fatte sono spacciate come Made in Italy senza esserlo". "La concorrenza sleale – sottolinea la Coldiretti – va combattuta innanzitutto con la chiarezza sulla caratteristiche dei prodotti e va pertanto chiarito che il formaggio si fa con il latte e non come avviene ora con l’incorporazione di polveri di caseina e caseinati con l’inganno dei consumatori e a danno degli allevatori". Sono queste le priorità che secondo la Coldiretti occorre affrontare "per migliorare le relazioni contrattuali tra produttori e trasformatori di latte in Europa e salvaguardare realmente la concorrenza e gli interessi degli allevatori che in Italia – conclude la Coldiretti – sono costretti a subire un furto di valore dovuto allo strapotere degli anelli forti della catena alimentare ed un furto di identità causato dalle maglie larghe della legislazione che consente di spacciare come nazionale anche il prodotto importato".

 

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