ALIMENTAZIONE L’itinerario Slow al Salone del Gusto (21-25 ottobre)

Dal 21 al 25 ottobre 2010 si svolge a Torino l’ottava edizione del Salone internazionale del Gusto. Ecco un itinerario ideale per i visitatori. Il tour comincia dal padiglione 5 dove si viene accolti dagli organizzatori – Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food – e dai partner che sostengono l’evento – Lurisia, Consorzio per la Tutela dell’Asti docg, Lavazza, Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Intesa Sanpaolo e Pasta Garofalo. Nello spazio Slow Food Educa è… quiz, giochi, esempi e degustazioni, modulati secondo le diverse età, offrono una chiave di lettura del tema Cibo +/= territori e qualche consiglio su come orientarsi tra gli espositori del Salone.

I ragazzi in procinto di scegliere il loro percorso accademico possono fermarsi allo stand dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, informarsi sui corsi di laurea e di specializzazione post laurea e incontrare gli studenti che hanno già vissuto questa esperienza universitaria.

Attraversando l’uscita centrale del padiglione 5 verso il corpo del polo fieristico, si entra nel cuore della sezione espositiva, il grande mercato del Salone del Gusto. Nei padiglioni 1, 2 e 3 il rapporto tra cibo e territori si esprime in modo immediato e tangibile: la suddivisione degli espositori non segue più le vie tematiche (dolci, formaggi, cereali, ecc…), ma l’origine.

Il padiglione 1 ospita espositori e aree degustazione provenienti da fuori Italia: Gran Bretagna, Francia, Croazia, Polonia, Russia, Islanda, Spagna e Corea del Sud sono alcune delle nazioni rappresentate. Nei padiglioni 2 e 3 ci sono produttori italiani: dalle Alpi alle isole, sono rappresentate tutte le regioni in una sorta di Italia gastronomica in miniatura.

Uscendo dal padiglione 3 in direzione Oval si attraversa la tensostruttura che ospita una delle proposte più gettonate del Salone 2008: le Cucine di strada. Qui si trovano i "baracchini" di molti cibi di strada italiani e stranieri, dalla focaccia di Recco alla piadina romagnola, sino al take away da Cina e Kurdistan iracheno. La nostra idea di fast food, presente in tutto il mondo, ma diversa in ogni luogo: la risposta gastronomica vincente all’omologazione globale del gusto.

I Presìdi italiani e internazionali, nelle precedenti edizioni raggruppati in un’area unica, seguono la propria identità gastronomica tra le bancarelle dei territori di appartenenza: oltre 200 stand, riconoscibili dal colore arancione e dalla grafica dedicata, espongono il risultato, tutto da assaggiare, di un modello di agricoltura basato sulla qualità, sul recupero dei saperi tradizionali, sulla sostenibilità.

 

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