ALIMENTAZIONE MDC Benevento: consumatori cambiano spesa se hanno notizie di frodi alimentari

A tavola "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio", soprattutto se ci sono notizie su illeciti e frodi alimentari: in quel caso, gran parte dei consumatori modifica il proprio modo di fare la spesa, spaventato da batteri, virus, inquinanti ambientali, ormoni e diossina. Sono questi ultimi i rischi maggiormente percepiti dai consumatori sanniti in tema di sicurezza alimentare. Cittadini che si sentono in balia delle emergenze mediatiche: circa il 70% modifica il proprio modo di fare la spesa nel caso in cui vi siano notizie su illeciti alimentari. Solo il 29% ha fiducia negli organi di controllo. Di positivo c’è non solo la richiesta di sicurezza, ma soprattutto di qualità: l’88% dei consumatori è disposto a pagare di più per un prodotto certificato e garantito.

Sono alcuni dei principali risultati della prima "Indagine sulla percezione dei rischi alimentari e degli stili di consumo su un campione di famiglie sannite" svolta nell’ambito del progetto "Educazione al consumo consapevole di prodotti alimentari e promozione dei prodotti tipici" realizzato dal Movimento Difesa del Cittadino di Benevento, in partnership con Federconsumatori e Lega Consumatori. L’iniziativa si è svolta con il contributo della Camera di Commercio di Benevento. Commenta il presidente provinciale MDC Francesco Luongo: "L’obiettivo del progetto è quello di fornire strumenti di autotutela ai consumatori vittime delle frodi alimentari qualificando anche la domanda con una educazione al consumo consapevole dei prodotti che permetta di mangiare in modo più sano risparmiando".

Negli stili di consumo, il principale canale di vendita per le famiglie sannite si conferma la Grande distribuzione, discount e supermercati. La scelta fra prodotti freschi o surgelati è legata al livello di reddito, al lavoro svolto, alla percentuale che viene destinato all’acquisto alimentare, così che "la tipologia di soggetti che acquista prioritariamente prodotti freschi sono gli impiegati per il 29% seguiti per il 15% dagli operai (15%) e così via. Invece gli acquirenti di prodotti surgelati sono in primis i liberi professionisti (26%), seguiti pari merito dai pensionati e commercianti. Tale dato conferma la situazione nazionale, cioè del pranzo veloce monoporzione e sempre pronto, senza la necessità prepararlo in quanto lo stile di vita non consente più la cura del pranzo, o almeno nelle giornate lavorative".

L’indagine rileva che "solo il 29% del campione intervistato ha fiducia nelle istituzioni preposte ai controlli nel comparto agroalimentare. Un dato che può spiegare la grande influenza che i consumatori subiscono dalla comunicazione mediatica: il 68% ha dichiarato di modificare il proprio modo di fare la spesa nel caso in cui vi siano notizie su illeciti nel campo alimentare ed agroalimentare. Soprattutto perché si ravvisa nella non sicurezza del prodotti alimentare dei fattori di rischio legati per il 22% a batteri e virus, 19% inquinanti ambientali, 14% ormoni (problema legato ai prodotti non di stagione), 14% diossina, solo 8% mucca pazza. Esiste invece una fetta non indifferente del campione (18%) che ammette di non avere alcun interesse alla sicurezza o meno di ciò che mangia".

I rischi alimentari sono chiaramente percepiti dai consumatori sanniti, tanto che l’88% dichiara di essere disposto a spendere di più per un prodotto garantito e certificato, in tema di certezza della provenienza, rispetto dell’ambiente, caratteristiche organolettiche.

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