ALIMENTAZIONE Milano, arrivano i “menù di lunga vita” in 50 ristoranti

Arriveranno nei prossimi giorni nei ristoranti milanesi i "Menù di lunga vita", completi di tutte le informazioni necessarie sui prodotti utilizzati per la preparazione dei piatti e sul loro contenuto calorico. A dare l’annuncio della nuova iniziativa è stato Giampaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute del Comune di Milano, nell’intervento tenuto nei giorni scorsi all’Università degli Studi nell’ambito della rassegna "Lezioni d’Europa", dedicata a Salute e sicurezza alimentare, a cura della Commissione Europea in collaborazione con la rappresentanza del Parlamento Europeo, il governo italiano, il Comune di Milano e l’Unione del Commercio.

"Fra pochi giorni partirà questa nostra nuova iniziativa in 50 ristoranti di Milano che prevede tra l’altro menù ad hoc per celiaci e diabetici e in generale una trasparenza assoluta sulle proprietà delle materie prime e sulle modalità di preparazione delle pietanze.
Migliorare il livello degli stili di vita, a partire dall’alimentazione è indispensabile – ha concluso l’assessore – per ridurre l’incidenza di molte malattie e quindi anche ridurre i costi sociali della Sanità".

Parlando del rapporto tra stili di vita e salute, Paola Testori Coggi, direttore Generale per la Salute e i Consumatori della Commissione Europea, ha lanciato l’allarme: "Le malattie cardiovascolari sono il problema sanitario dell’Europa. I 2 milioni e mezzo di cittadini si ammalano di malattie del sistema cardiocircolatorio e queste patologie determinano una spesa elevatissima e per l’Unione e per i singoli Stati". Secondo gli economisti europei, se le malattie cardiovascolari subissero una riduzione del 10%, si potrebbe risparmiare l’1%del Pil continentale e a tale risultato si potrebbe arrivare proprio attraverso la conduzione di un sano stile di vita.

"Basterebbero semplici regole per diminuire fino all’80% il rischio di ammalarsi di una qualche patologia cardiaca", ha aggiunto il direttore Generale per la Salute e i Consumatori della Commissione Europea. Le regole per migliorare lo stile di vita sarebbero diminuire, o abolire completamente, il fumo e il consumo di alcol. Le cifre delle vittime di fumo e bevande alcoliche sono drammatiche: ogni anno in Europa muoiono 700 mila persone a causa delle sigarette e 19 mila di queste non ne hanno mai accesa una, sono semplicemente vittime del fumo passivo. L’alcol invece provoca direttamente 200 mila morti all’anno in tutta l’Unione, con il 25% dei giovani che perdono la vita tra i 15 ed i 29 anni vittima diretta o indiretta – come nel caso degli incidenti stradali – dell’abuso di sostanze alcoliche.

Dato che l’incontro si rivolgeva particolarmente ai giovani, Testori Coggi ha spiegato i pericoli del cosiddetto "bringe drinking" – l’abitudine di bere in modo compulsivo in pochissime ore fino ad ubriacarsi completamente – che si è diffuso dal Regno Unito a tutta Europa tra un numero crescente di giovani.

Altri due gravi problemi diffusi ormai in tutta Europa sono l’obesità (soprattutto tra i bambini) e i tumori, per i quali l’Unione Europea, si sta impegnando in una campagna di sensibilizzazione per promuovere comportamenti sani. Ogni anno 1,8 milioni di cittadini europei si ammalano di tumore mentre l’obesità sta crescendo in misura preoccupante soprattutto tra i bambini: oggi un bambino su tre in età scolastica è sovrappeso.

"Una corretta alimentazione – ha concluso tesori Coggi – è fondamentale per ridurre gran parte di queste malattie. Da parte nostra abbiamo fatto e stiamo facendo moltissimi sforzi per promuovere diete più sane, e in questo senso la mediterranea rimane la migliore, e per obbligare i produttori ad un’etichettatura sempre più precisa e veritiera che consenta ai consumatori di sapere immediatamente quanto sale e quanti grassi saturi mangiano".

di Flora Cappelluti

 

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