ALIMENTAZIONE Morte in Olanda per BSE. Coldiretti: “Emergenza sconfitta con etichetta di origine”

Un giovane olandese è morto a causa del morbo di Creutzfeldt-Jakob, variante umana del morbo della mucca pazza. A tranquillizzare gli italiani ci pensa Coldiretti che ricorda come l’etichetta di origine con la rintracciabilità della carne bovina posta in vendita abbia contribuito a sconfiggere l’emergenza e negli ultimi tre anni i casi di animali colpiti da Bse nel mondo sono diminuiti del 50% secondo la Fao, mentre in Italia sono addirittura appena sei i casi scoperti nel 2006 rispetto ai cinquanta del 2001.

Per gli agricoltori le misure messe in campo per la sicurezza alimentare hanno portato a un drastico ridimensionamento della malattia che oggi è sotto controllo come dimostra il recente via libera comunitario al ritorno della fiorentina sulle tavole degli italiani a partire dal primo gennaio del 2006. Si tratta di un riconoscimento per gli allevatori italiani che hanno investito sul fronte della qualità, della tracciabilità e della genuinità con quasi un milione di test all’anno effettuati sugli animali per garantire la sicurezza della carne.

I risultati – conclude la Coldiretti – dimostrano l’efficacia delle misure adottate per far fronte all’emergenza Bse come il divieto dell’uso delle farine animali nell’alimentazione del bestiame, il test obbligatorio su tutti i bovini di età superiore a 24 mesi e su tutti i capi malati o sottoposti a macellazione d’urgenza, l’eliminazione degli organi a rischio BSE dalla catena alimentare. Ma anche e soprattutto l’introduzione a partire dal 1° gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente ai consumatori di conoscere l’origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonché un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d’identità del bestiame.

 

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