ALIMENTAZIONE Negli USA dicono addio ai cartoons per pubblicizzare cibi “spazzatura”

Addio agli eroi dei cartoni animati per pubblicizzare cibi e bevande ai bambini di età inferiore ai 12 anni. Lo rende noto con soddisfazione la Coldiretti nel riferire dell’iniziativa che parte dal mercato americano assunta dagli 11 principali gruppi alimentari statunitensi (da Pepsico a Campbell, da Coca Cola a Unilever fino a McDonald) che coprono negli States i due terzi della pubblicità televisiva destinata agli alimenti per bambini.

I personaggi resi famosi dai film o dagli spettacoli televisivi – precisa la Coldiretti – non verranno più utilizzati per le pubblicità alimentari se non per i prodotti ad alto contenuto salutistico. Una autoregolamentazione che – continua la Coldiretti – riguarda cartoni come Topolino, Shrek, Le Principesse Disney, Winnie the Pooh, i Gormiti o le Tartarughe Ninja che catturano l’attenzione dei piu’ piccoli e sono in grado di condizionarne i comportamenti.

L’allarme globale sull’obesità è stato lanciato dal Congresso Internazionale sull’Obesità che ha evidenziato il rischio che i ragazzi di questa generazione, per la prima volta nella storia, potrebbero essere i primi ad avere una vita piu’ breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate dall’obesità e dal soprappeso che interessano nel mondo un miliardo di persone, un numero superiore agli 800 milioni che soffrono di denutrizione. Nella sola Unione Europea si stima che – precisa la Coldiretti – 400mila ragazzi perdano ogni anno la forma fisica con oltre 14 milioni di giovani considerati soprappeso (dei quali tre milioni obesi).

In Italia l’alimentazione fondata su pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari ha consentito – sottolinea la Coldiretti – di conquistare il record della longevità con una vita media di 77,2 anni per gli uomini e di 82,8 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Un primato che è alla base della candidatura della dieta mediterranea come patrimonio dell’Unesco, ma che non ha "salvato" i giovani italiani, come confermano i dati preoccupanti sull’aumento dei casi di obesità o soprappeso, dovuti a una non corretta alimentazione, che riguardano il 36% dei ragazzi attorno ai dieci anni, il valore più alto tra i Paesi Europei secondo una indagine Merrill Lynch.

Per questo – sostiene la Coldiretti – occorre intervenire nelle case e nelle scuole con una maggiore attenzione ai menu anche delle mense dove deve essere garantita la presenza di cibi sani come i prodotti tradizionali e la frutta e verdura locale che troppo spesso mancano dalle tavole delle giovani generazioni. Un obiettivo che – conclude la Coldiretti – può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa.

 

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