ALIMENTAZIONE Nelle mense pasti a rischio e lavoro nero: la denuncia dei gestori

Nella gara al massimo ribasso i pasti nelle mense sono a rischio. Bambini e malati, le due categorie più deboli, "rischiano di rimanere a bocca asciutta o di mangiare schifezze" anche perchè scuole e ospedali si ritroveranno a servire pasti preparati da lavoratori in nero e poco preparati. L’allarme viene da Angem (Associazione nazionale gestori mense, aderente a Fipe) e Ancst (Associazione nazionale delle cooperative di servizi aderente alla Lega delle Cooperative e mutue) che denunciano "prezzi non sostenibili" praticati dai committenti per la ristorazione scolastica e ospedaliera.

Secondo un’analisi del centro studi Fipe, il mercato della ristorazione collettiva è in una situazione di involuzione e il prezzo medio di un pasto in mensa, pari a 4,60 euro, non è più sostenibile per le aziende. "I prezzi praticati dai committenti pubblici per la ristorazione scolastica e per quella ospedaliera – afferma Ilario Perotto, presidente Angem – non sono più sostenibili. Le gare sono diventate immorali. Il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa serve solo a mascherare il vero meccanismo della gara che è ancora quello del massimo ribasso". "È dal 2003 – dichiara Franco Tumino, presidente Ancst – che le imprese fornitrici di servizi chiedono alle Istituzioni e alle forze politiche la soluzione di questo grave problema. Le soluzioni ci sono. Si potrebbe attribuire una funzione anticipatrice della Cassa Depositi e Prestiti, o delle banche, oppure consentire alle imprese di compensare i crediti con i versamenti delle imposte e dei contributi obbligatori".

Il rischio, affermano le associazioni di categoria, è che vadano avanti nel mercato le aziende che fanno ricorso al lavoro nero per abbattere i costi e dunque aggiudicarsi le gare d’appalto. "Già adesso – conclude Perotto – il settore risente di una concorrenza sleale. Si stima che ci siano quasi 30mila lavoratori in nero rispetto ai 70mila regolari. In termini di pasti somministrati corrisponde a circa un miliardo l’anno. Possiamo essere certi su come siano stati composti quei piatti?".

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