ALIMENTAZIONE Obesità infantile, Ue critica pubblicità di merendine

BRUXELLES. La commissione Europea rimprovera le aziende che rivolgono ai ragazzini le proprie pubblicità di snack e patatine e le accusa di non attuare strategie consone alle gestione etica dell’impresa. Durante la tre giorni a Barcellona del forum internazionale per l’industria degli snack (Snackex), Robert Madelin, direttore della Direzione Generale Salute e tutela dei consumatori della Commissione Europea, ha sottolineato l’importanza di un impegno strategico e non difensivo" dell’industria alimentare nei confronti dei bambini, definendo la pubblicità che si rivolge agli under 12 un "comportamento aziendale rischioso", in antitesi all’impegno di quelle imprese che hanno realizzato o stanno realizzando iniziative nelle aree di applicazione della Responsabilità Sociale d’Impresa.

Per combattere l’obesità Bruxelles sottolinea la necessità di assicurare sinergie e mettere in comune le risorse, coinvolgendo tutte le parti interessate, tra cui l’industria alimentare e il settore pubblicitario, la società civile e i media. I principali obiettivi da raggiungere, definiti nel programma d’azione dell’UE nel settore della sanità pubblica (2003-2008), sono una maggiore consapevolezza e il miglioramento delle abitudini alimentari e motorie della popolazione. Una delle iniziative in atto è la piattaforma d’azione europea per l’alimentazione, l’attività fisica e la salute, che riunisce i principali rappresentanti a livello europeo dei settori alimentazione, vendite al dettaglio, catering e pubblicità, delle associazioni di consumatori e delle ONG attive nel campo della sanità.

Il consumo europeo di merendine e di snack è in continua crescita ed è stimolato da pubblicità e messaggi che possono creare talvolta confusione. E il problema coinvolge soprattutto i ragazzi, per questo il direttore della DG Sanco rivolge un appello alla Associazione europea delle aziende che producono snack (ESA) affinché queste assumano "la leadership tra le industrie alimentari a favore di comportamento di responsabilità civile di impresa e si contraddistinguano come aziende partner per la salute".

Ritorna così a più riprese l’appello a nutrirsi bene per sconfiggere l’obesità, la cui principale causa va individuata nel minor esercizio fisico e nel consumo di ‘cibi spazzatura’, indicato da Madlein come "la più grande sfida che attende l’Europa in termini di alimentazione" . Per questo il direttore della DG Sanco sottolinea la necessitò che le industrie che fanno parte dell’ESA si impegnino in un’intensa campagna a favore di "etichettature e informazione chiare per i consumatori ".

In Italia, è di qualche settimana fa la polemica sulle merendine. L’annuncio di Federalimentare di eliminare dolci e merendine dai distributori delle scuole elementari e medie ha sollevato la protesta di Confida, l’Associazione italiana della distribuzione automatica che rilanciava: "non si risolve il problema dell’obesità infantile togliendo le merendine a insegnanti e bidelli".

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