ALIMENTAZIONE Oggi è l’Obesity Day: italiani obesi sono il 46%, il 10% in più di 20 anni fa

Gli italiani adulti in sovrappeso o obesi sono il 46% della popolazione; il dato è aumentato del 10% negli ultimi 20 anni. E la corsa sembra inarrestabile, anno dopo anno. Per questo può essere molto importante l’appuntamento annuale con l’Obesity Day che si celebra oggi, 10 ottobre. Durante questa giornata gli esperti dei Centri ADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica) si mettono a disposizione, gratuitamente, in molti ospedali in tutta Italia per dare consigli a chi combatte la battaglia con il peso.

Gli uomini sono più grassi delle donne: negli ultimi 20 anni gli uomini con problemi di peso sono passati dal 43% del 1990 al 56% del 2009. E al Sud si registrano picchi del 60%. La situazione è meno allarmante tra le donne: nel 1990 quelle in sovrappeso erano il 28,7% mentre nel 2009 sono diventate il 37% e al Sud si raggiungono percentuali del 43%. L’Istat rivela che, negli ultimi 10 anni, in quasi tutte le regioni italiane, gli adulti obesi sono aumentati. Solo in Basilicata, Campania, Provincia Autonoma di Trento e Liguria la percentuale è rimasta quasi invariata o calata di poco.

A dispetto di quanto ci si aspetta, la Regione che ha registrato l’aumento maggiore di obesi negli ultimi 10 anni, non è al Sud: si tratta, infatti, della Valle d’Aosta con un +3,4% (la percentuali di cittadini obesi è passata dal 7,8% all’11, 2%. Ma è il Molise la Regione con il numero più elevato di obesi, con il 14,4%; seguono Abruzzo, Emilia Romagna e Calabria. A chiudere la classifica, invece, ci sono Toscana, Liguria e Trentino Alto Adige.

L’aumentare degli obesi va di pari passo con il cambio delle abitudini alimentari degli italiani: se nel 1998 gli italiani destinavano il 19,4% della spesa agli alimentari, nel 2008 ne spendevano lo 0,5% in meno. Oltre alla spesa, sono cambiati proprio i consumi. In 10 anni è calata la percentuale di persone (dai 3 anni in poi) che consumano pane, pasta e riso tutti i giorni, frutta tutti i giorni, formaggi almeno una volta al giorno. Si mangiano meno salumi, si beve meno latte. Aumenta di poco la percentuale di italiani che tutti i giorni mangiano uova, verdure, pesce.

La buona notizia è che gli italiani sembrano aver finalmente capito l’importanza di una prima colazione adeguata: tra il 2001 e il 2010 la percentuale degli italiani che iniziano con il passo giusto è cresciuta. Per gli altri pasti della giornata si è verificata una piccola rivoluzione: il pranzo non è più considerato il pasto principale, anche perché diminuisce il numero di chi torna a casa a mezzogiorno. Diminuiscono, però, anche quelli che vanno al bar o al ristorante, mentre si è triplicato il numero di chi mangia sul posto di lavoro: un panino o un’insalata davanti al computer, così non si fanno neppure più quei tre passi per raggiungere la mensa o il bar sotto l’ufficio.

Coldiretti sottolinea, inoltre, il preoccupante calo del consumo di frutta e verdura per famiglia che negli ultimi 10 anni si è ridotto di 10 chili, passando da 450 chili a famiglia all’anno del 2000 ai 350 chili del 2010. "Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito – precisa la Coldiretti – agli italiani di conquistare un record della longevità con una vita media di 79,1 anni per gli uomini e di 84,3 anni per le donne, nettamente superiore alla media a comunitaria. Ma il futuro è preoccupante per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate da parte delle giovani generazioni. Ben il 34% dei piccoli cittadini italiani di 8 e 9 anni è lontano dal peso forma: oltre un milione è sovrappeso (22,1% del totale) e 400mila (11,1%) sono obesi, secondo il monitoraggio effettuato dal progetto "Okkio alla salute", realizzato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Istituto Superiore di Sanità. Dall’indagine è emerso che il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura e che il 48% assume quotidianamente bevande zuccherate e gassate".

Un altro problema su cui puntare l’attenzione durante questa giornata è quello dell’informazione: tanti italiani pensano di sapere cosa è giusto e invece commettono tanti errori. Per esempio, solo un italiano su 4 sa che il giusto apporto è di 2000 calorie al giorno, e soltanto il 7% sa che la percentuale di calorie derivate dai grassi è di circa un terzo. Ma la vera ‘colpa’ dell’aumento di peso degli italiani è nella loro pigrizia. Il segreto per dimagrire veramente è fare movimento nell’arco di tutta la giornata e non soltanto i classici due giorni a settimana: la chiave è un’attività fisica leggera ma costante. E bisogna promuovere il consumo di frutta e verdura a casa, nelle scuole e nelle mense anche con l’aiuto dei nuovi distributori automatici snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al "cibo spazzatura".

 

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