ALIMENTAZIONE Oggi si celebra il World Pasta Day

Si celebra oggi il World Pasta Day: quest’anno la Giornata Mondiale della Pasta torna a Roma, dove IPO (International Pasta Organisation), AIDEPI (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) e l’ong Oldways hanno convocato una vera e propria riunione degli "Stati Generali" della pasta. Ieri le prime iniziative mentre questa mattina è dedicata al convegno "Pasta, sfida globale. Nuovi mercati e nuovi consumatori per l’alimento che sta conquistando le tavole del mondo". Per l’occasione sono attesi nella Capitale oltre 300 delegati tra tra produttori, economisti, opinion leaders e media di tutto il mondo, per festeggiare un alimento antico e ricco di storia, ormai gia’ presente sulle tavole (e nelle consuetudini alimentari) di 5 continenti e che, per almeno 5 ragioni, si candida a protagonista in un mondo sempre piu’ affollato e affamato: e’ buona; e’ sana e adatta a qualsiasi stile di vita; e’ accessibile; e’ pratica ed e’ sostenibile.

Intanto secondo un’analisi della Coldiretti, la pasta italiana è entrata nelle abitudini alimentari in tutti i continenti con 1,8 miliardi di valore dell’export all’anno anche se i consumatori più appassionati di pasta italiana sono i tedeschi, seguiti nell’ordine dai francesi, dagli inglesi, dagli statunitensi e dai giapponesi.

Crescono del dieci per cento negli Stati Uniti le esportazioni in quantita’ di pasta italiana che fa registrare un trend positivo nel 2011 anche a livello globale con un aumento del 4 per cento. "Tuttavia, nonostante il successo della pasta in Italia e nel mondo si è pero’ verificato – spiega la Coldiretti – un calo dell’1,6 per cento in quantità nei primi sei mesi del 2011. La riduzione quantitativa è stata però accompagnata da una qualificazione degli acquisti con il boom nel 2011 della vendita sul mercato della pasta piu’ artigianale ottenuta con grano al cento per cento italiano".

A preoccupare è però l’elevata percentuale di grano straniero utilizzata per la produzione nazionale di pasta all’insaputa del consumatori perché non è ancora obbligatorio indicare in etichetta l’origine: la Coldiretti stima che provenga dall’estero oltre il 40 per cento del grano utilizzato. In altre parole quasi un pacco di pasta "italiana" su due è fatto con grano straniero.

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