ALIMENTAZIONE Parte il Salone del Gusto di Torino, prima fiera a ridotto impatto ambientale

"Si tratta di una vera Onu del cibo": con queste parole Carlo Petrini fondatore e presidente di Slow Food ha presentato ieri, nella gremita cornice teatrale del Piccolo Regio di Torino, la VII edizione del Salone del Gusto, in programma dal 23 al 27 ottobre 2008: per questa fiera internazionale, a cadenza biennale da gustare, da assaporare e da penetrare, sono infatti attesi produttori da 45 paesi del mondo per un totale di 430 bancarelle, 188 stand, quasi 180 presìdi e 400 eventi correlati. La manifestazione, che per il 2008 dedicherà quasi il 50% del suo spazio alle aree educative per la promozione di una corretta cultura enogastronomia, si svolgerà tra il Lingotto e le strutture olimpiche dell’Oval e del PalaIsozaki e ingloberà per la prima volta TerraMadre, il salone di incontro tra le comunità del cibo.

Il tema di questa edizione è "viaggio alle radici del cibo" e si propone di guidare i visitatori in un percorso "buono, pulito e giusto" tra gli alimenti e le tradizioni alimentari di tutto il mondo come da cultura Slow Food. "E’ difficile trovare le parole per presentare questo evento – ha esordito alla presentazione la Governatrice del Piemonte Mercedes Bresso – tuttavia credo che possa fornire l’occasione di riflettere su due questioni importanti: il riavvicinamento tra produttori e consumatori, la cosiddetta filiera corta, e le difficoltà di reddito delle famiglie che però non devono andare a intaccare i livelli qualitativi del cibo pur di mantenere certi livelli quantitativi esagerati". "Il Salone del Gusto – ha dichiarato invece il sindaco di Torino Sergio Chiamparino – ha in sé una densità straordinaria di valori economici e culturali, in grado di catalizzare intorno al Piemonte l’attenzione di chi guarda soprattutto al rapporto tra enogastronomia e produzioni".

Citato dall’Economist come appuntamento da non perdere, l’evento del Lingotto è anche per la prima volta amico dell’ambiente, anzi, si presenta come un vero e proprio "modello esportabile di manifestazione fieristica a ridotto impatto ambientale". Molto curata è stata quindi l’organizzazione affinché l’impatto ambientale si riducesse al minimo, garantendo comunque compensazioni per i quantitativi inevitabili di emissioni di CO2 al Parco Fluviale del Po. "Abbiamo adottato, e ci pensavamo ben prima di progetti come Uniamo le Energie, un approccio sistemico – dice Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia – nulla è lasciato al caso: il riciclaggio dei rifiuti, la mobilità sostenibile, i materiali biodegradabili, la riduzione del bilancio energetico".

Il progetto è stato studiato da Franco Fassio del Politecnico di Torino che spiega: "L’approccio sistemico come motore di uno sviluppo fieristico sostenibile porta consumatori, produttori e progettisti a riflettere sui concetti di locale, identità territoriale, riduzione dell’impatto ambientale del ciclo di vita dei prodotti, output-input a partire dalla valorizzazione dei rifiuti". E conclude: "Si tratta di attivare un processo di innovazione comportamentale che non sacrifichi le componenti caratterizzanti il prodotto fieristico ma ne ottimizzi i flussi di promozione, esposizione e commercio, adattandoli alle qualità locali del territorio al fine di educare, tutelare e promuovere una cultura ambientale"

Per tutti i torinesi che volessero sentirsi parte del progetto Salone del Gusto, è possibile ospitare i protagonisti di Lingua Madre a casa propria, dopo aver scaricato entro il 30 giugno l’apposito modulo dal sito www.comune.torino.ito www.torinoplus.it.

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