ALIMENTAZIONE Pasqua, Coldiretti: i cibi della festa? Pesce di venerdì e dolci tradizionali

Venerdì di Pasqua all’insegna della tradizione: mangeranno pesce sette italiani su dieci, per un consumo giornaliero stimato in circa 25 milioni di chili e una spesa di 200 milioni di euro per il solo venerdì pasquale. Sono le stime di ImpresaPesca Coldiretti, che ha elaborato un vademecum per acquisti di qualità al giusto prezzo. "Laddove è possibile – consiglia ImpresaPesca Coldiretti – acquistare direttamente dal pescatore, verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la "zona Fao 37" se si vuole acquistare prodotto pescato del Mediterraneo, controllare che la carne abbia una consistenza soda ed elastica, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e che siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi, mentre l’odore non deve essere forte e sgradevole. Infine meglio non scegliere i pesci già mutilati della testa e delle pinne mentre – continua la Coldiretti – per molluschi e mitili, è essenziale che il guscio sia chiuso".

Ma nel menù delle feste ci sono anche, immancabili, i dolci. E fra questi non solo le sempre più industrializzate colombe o le uova di Pasqua, ma anche una serie di delizie tradizionali e di dolci tipici che, secondo Coldiretti, muovono circa 300 milioni di euro per l’acquisto o la preparazione casalinga. Si tratta di prodotti spesso simbolo di tradizioni che si tramandano in famiglia e rispecchiano le specialità regionali. Qualche esempio? La scarcedda lucana e la pastiera napoletana, il dolce salame dell’Emilia e la cassata siciliana, la torta pasqualina ligure e la ciaramicola dell’Umbria.

Comments are closed.