ALIMENTAZIONE Pomodori cinesi, Commissione Ue non condivide preoccupazioni

BRUXELLES. La Commissione europea sembra non condividere affatto i timori tutti italiani circa il rischio sanitario che deriverebbe dai 150 milioni di chili di pomodori che l’Italia importerà dalla Cina entro fine anno. Non per ora almeno, perché Bruxelles non ha ricevuto nessuno segnale di allerta circa la possibile contaminazione di questi prodotti.

L’allarme era stato lanciato da Coldiretti, preoccupata perche ‘se dopo i giochi della Mattel i pericoli per la sicurezza si dovessero manifestare anche per i prodotti alimentari, sarebbe impossibile provvedere al loro ritiro dal mercato perche’ in Italia non e’ obbligatorio indicare in etichetta l’origine degli alimenti”.

"L’unione europea – ha spiegato a Help Consumatori Michael Mann, portavoce del Commissario all’Agricoltura- dispone di un efficiente sistema di allerta di Allerta rapida per le derrate alimentari e gli alimenti per animali (Rasff) che assicura che tutti i prodotti che giungono sul mercato non contengano nessun pericolo per la salute umana. Per questi pomodori non abbiamo ricevuto nessuna segnalazione". Inoltre, spiega Mann, "spetta alle autorità nazionali compiere attenti controlli sui prodotti che importa e nel caso, attivare il sistema d’allerta".

Il buon funzionamento del sistema di Allerta rapida per le derrate alimentari e gli alimenti per animali (in vigore sulla base del regolamento EC/178/2002), è legato all’efficienza nelle segnalazioni da parte degli operatori del settore alimentare. E l’Italia primeggia: secondo la relazione del Ministero della Salute, nel 2006 le segnalazioni delle Asl italiane e dei Carabinieri (NAS) hanno rappresentato quasi il 20% delle notifiche ricevute dal Bruxelles.

"In passato abbiamo avuto dei problemi con il cibo importato dalla Cina e c’è ancora molto lavoro da fare con le autorità di Pechino per garantire la sicurezza degli alimenti che produce- ha aggiunto il portavoce- ma speriamo che il nuovo gruppo sulla sicurezza alimentare che la Cina ha appena messo in pieni possa portare dei miglioramenti e faccia diversamente".

Il Commissario alla Salute Markos Kyprianou inizia proprio oggi in viaggio in Cina per discutere di cooperazione sulla sicurezza alimentare, di illegalità nel commercio del cibo e sviluppo di più rapidi sistemi di comunicazione fra Cina e Unione europea. Ma non è all’ordine del giorno la qualità dei pomodori esportati in Italia.

Il Commissario incontrerà il Vice premier della Repubblica popolare cinese, il Ministro per la supervisione della qualità, le ispezioni e la quarantena, il Ministro dell’Agricoltura e il Ministro della Salute.

Al centro degli incontri anche la condivisione da parte del Commissario europeo di idee su come controllare la sicurezza alimentare lungo la catena di produzione e la volontà, da parte dell’Europa, di sostenere la Cina e di collaborare col paese asiatico per assicurare il più elevato livello possibile di sicurezza nel settore alimentare. Questo include formazione, scambio di informazioni e cooperazione tecnica. Nel 2006 son stati due le delegazioni cinesi che hanno preso parte ai tirocini di formazioni sulla sicurezza animale organizzati dalla Commissione UE. Nel 2007 invece due delegazioni hanno partecipato ai tirocini sui materiali che devono essere impiegati nell’industria alimentare. E nel novembre 2007 per la prima volta verranno organizzati corsi di formazioni direttamente in Cina per spiegare ai tecnici di Pechino il funzionamento del RASFF.

Nel 2006 è migliorata la qualità dei prodotti alimentari in circolazione sulle tavole degli europei. Stando infatti al rapporto 2006 Rasff pubblicato dalla Commissione Ue, il numero di alimenti respinti alle frontiere Ue perché giudicati dannosi per la salute è diminuito del 5% rispetto all’anno precedente. Secondo il Rasff, quasi la metà delle notifiche ha riguardato prodotti importati da Paesi extracomunitari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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