ALIMENTAZIONE Prodotti bio nelle mense scolastiche: a Napoli casi di eccellenza

Diffondere informazioni accurate per agevolare l’orientamento al biologico nei servizi di ristorazione nella Pubblica Amministrazione (Regioni, Aziende Sanitarie Locali e Comuni), favorire il dialogo fra produttori ed operatori del settore, offrire opportunità di confronto diretto per recepire le esigenze specifiche dei partecipanti e sostenere lo sviluppo di relazioni istituzionali e commerciali. Questi i temi affrontati dalla terza edizione del Workshop "BioBenessere", organizzato recentemente a Napoli allo scopo di approfondire – in un confronto fra i vari attori tecnici della "filiera" – quali strumenti e soluzioni possono favorire la diffusione dei prodotti bio nelle mense scolastiche e sanitarie.

L’iniziativa – realizzata nell’ambito del progetto "BioBenessere", sviluppato da Pro.B.E.R. (Associazione dei Produttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia-Romagna) e cofinanziato da Unione Europea ed Agea per promuovere ed incrementare i consumi privati e collettivi di prodotti biologici – si è articolata in una giornata di convegno e di tavole rotonde, con programma guidato, espressamente dedicate ai decisori della Pubblica Amministrazione che operano nella gestione diretta o nel controllo della gestione esterna dei servizi di ristorazione collettiva ed alle società di ristorazione.

Nell’ambito delle tavole rotonde del Workshop "BioBenessere" sono stati approfonditi ed analizzati i casi di eccellenza emersi dalle esperienze di ristorazione scolastica nel Comune di Napoli. Giuliana Visciola, direttore centrale delle politiche sociali ed educative del Comune di Napoli, ha rilevato che "l’Amministrazione Comunale, nell’ambito dell’erogazione del servizio di refezione scolastica, ha assicurato una fornitura giornaliera pari a 45.600 pasti, di cui 18.000 circa per la scuola dell’infanzia, distribuiti in 155 scuole presenti su un territorio vasto e fortemente differenziato dal punto di vista socio-economico-culturale. La significativa richiesta di pasti rappresenta la risposta positiva dell’utenza alle strategie attuate ed agli strumenti operativi posti in essere, che riguardano: l’organizzazione del servizio, la formulazione di un puntuale e dettagliato capitolato d’appalto, la predisposizione di tabelle dietetiche secondo i criteri di una sana e corretta alimentazione, la dotazione alle Istituzioni scolastiche di linee guida per la gestione del pasto a scuola, la formazione del personale, l’informazione alle famiglie anche per quanto attiene la scelta ed il controllo degli alimenti, ivi compresi quelli biologici, destinati agli alunni". "In tale esperienza di ristorazione collettiva – ha rilevato Visciola – il Comune di Napoli ha inteso coniugare i concetti di salute, valore sociale, tradizione culturale, sicurezza igienica degli alimenti ed educazione alimentare".

Maria Paola Vairano, responsabile del settore nutrizione e del servizio igiene degli alimenti e nutrizione dell’ASL Napoli 1, ha evidenziato che il servizio di refezione scolastica del Comune di Napoli è un esempio paradigmatico della collaborazione attualmente in essere tra l’Amministrazione comunale e l’ASL Napoli 1. "I servizi dipartimentali di tale azienda (SIAN e SVIA) assicurano una stretta vigilanza nei processi di produzione e distribuzione dei pasti – ha sottolineato Vairano – ma sono stati impegnati prioritariamente nella elaborazione delle tabelle dietetiche standard, delle diete speciali (patologie più frequenti, minoranze etnico-religiose) e delle caratteristiche merceologiche degli alimenti, coniugando le competenze nutrizionali e di igiene degli alimenti. Inoltre il SIAN accoglie ed elabora, nel corso dell’anno, tutte le richieste motivate di diete personalizzate (allergie, intolleranze, ecc.) dei piccoli alunni". "Nell’obiettivo di assicurare un servizio di qualità – ha detto Vairano – molta attenzione è stata posta poi alla formazione ed informazione di tutti gli operatori coinvolti nel servizio (insegnanti, cuochi, bidelli) al fine di ottenere una partecipazione consapevole finalizzata alla salute del bambino".

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