ALIMENTAZIONE Roma, la tutela del consumatore al centro del convegno di Repubblica-Somedia

Sicurezza alimentare ma anche nutrizionale, informazione e tutela dei consumatori. Questi gli argomenti al centro della seconda giornata del convegno organizzato a Roma da Salute-La Repubblica e Somedia dal titolo "Mangiare bene per vivere meglio". Ad aprire la conferenza il vicepresidente della Coldiretti Sergio Marini che ha detto: "Il 92 per cento degli italiani ritiene che dovrebbe essere sempre indicato in etichetta il luogo di allevamento o coltivazioni dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti" con un aumento del 6 per cento rispetto allo scorso anno senza dubbio imputabile alla richiesta di garanzie dopo l’emergenza influenza aviaria".

"Otto italiani su dieci – ha aggiunto Marini – ritengono che "se un prodotto alimentare è italiano sono più sicuro da dove proviene e quindi mi fido di più. Si tratta di risultati confermati dal fatto che secondo l’indagine la maggioranza degli italiani è disposta a pagare di più pur di assicurarsi l’origine nazionale degli alimenti dopo il ripetersi di emergenze sanitarie, dalla mucca pazza all’influenza aviaria, e il rincorrersi di scandali alimentari, dalla carne agli ormoni del nord Europa all’importazione illegale di riso contaminato da organismi geneticamente modificati".

Sul ruolo delle associazioni dei consumatori nel settore della sicurezza alimentare Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori ha sottolineato "come le associazioni siano viste come il baluardo di prossimità perché vicine al cittadino, anche se non si potrebbe svolgere un buon lavoro senza la collaborazione delle istituzioni dei Nas".

"I prodotti alimentari – ha proseguito Dona – sono più sicuri che in passato. Le emergenze sono episodi rari. Infatti gran parte dei rischi riguardano le cattive abitudini in ambito domestico, come nel caso della conservazione. Un luogo comune è che la salute alimentare è attentata da frodi e sofisticazioni. Un esempio è quanto è successo con la questione influenza aviaria, un vero e proprio caso di "influenza mediatica".

Sulla responsabilità dei consumatori nella sicurezza alimentare è intervenuto anche Paolo Aureli, dell’Istituto Superiore di Sanità che ha affermato: "Dal 30 al 50% delle tossinfezioni alimentari sono causate da errori in ambito domestico. Gli errori più frequenti sono le contaminazioni incrociate, le modalità improprio di conservazione, la temperatura non idonea nei frigoriferi e la trascuratezza del lavaggio delle mani".

Ma il cittadino può sentirsi sicuro? Per il tenente colonnello del Nas (Nucleo Antisofisticazioni), Mario Pantano "la sicurezza assoluta non esiste. Qualcosa può sempre succedere e tra le frodi più frequenti troviamo la cattiva conservazione del cibo in magazzini e ristoranti". Pantano ha poi ricordato il caso della mozzarella di bufala dopata: "Il caso ha riguardato una vera e propria organizzazione criminale vicino alla camorra, che ha somministrato agli animali un farmaco vietato in Europa. Si tratta di un ormone (somatotropina) che aumenta la produzione di latte ma determina nell’uomo la replicazione di cellule benigne o tumorali".

 

 

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