ALIMENTAZIONE Salmonella, agricoltori: “Niente allarme per i polli italiani”

"Occorre evitare inutili allarmismi che danneggiano solo un settore che a fatica sta uscendo da una crisi senza precedenti". E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle notizie relative all’indagine dell’Efsa sulla salmonella negli allevamenti di pollame. D’altra parte, la situazione sanitaria dei nostri allevamenti avicoli – afferma la Cia – è sotto controllo e notizie come quelle diffuse oggi sono fuorvianti e rischiano di allontanare ancora una volta, peraltro in modo ingiustificato, i consumatori dalle carni avicole. Dunque, per i consumatori nessuna paura che non ha alcuna ragione di sussistere in quanto – sostiene la Cia – i polli italiani sono sicuri. Gli allevamenti del nostro Paese sono sottoposti a rigidi e continui controlli e garantiscono qualità e salubrità e soprattutto il benessere animale.

Anche Coldiretti scende in campo sottolineando come "Sul mercato nazionale si registrano i primi effetti negativi sugli acquisti di uova e carne di pollo per colpa di un allarmismo ingiustificato che mette a rischio senza motivo 180mila posti di lavoro negli oltre 6000 allevamenti italiani".

"Senza abbassare la guardia nel garantire la massima sicurezza degli alimenti – aggiunge la confederazione – in commercio, occorre maggiore senso di responsabilità delle Istituzioni per evitare effetti psicologici disastrosi sul mercato dove vengono offerte ogni anno 13 miliardi di uova Made in Italy sotto il controllo capillare e rigoroso dei servizi sanitari nazionali. Una necessità se si tiene conto del fatto che l’indagine dell’Autorità Alimentare Europea riguarda appena il 2 per cento degli allevamenti italiani e che durante la settimana di Pasqua si registra tradizionalmente un picco nella domanda con circa 380 milioni di uova consumate direttamente o nella preparazione di primi piatti e dolci".

"Sono fuorvianti ed inutilmente allarmanti le notizie apparse circa l’indagine della UE sulla salmonella negli allevamenti di pollame", fa notare invece Confagricoltura per la quale "la situazione sanitaria del nostro sistema produttivo era, e rimane, assolutamente sotto controllo".

Infatti, fa notare l’Organizzazione degli imprenditori agricoli, lo studio dell’EFSA è stato condotto su casi accertati in allevamento 3 settimane prima della macellazione e non tiene conto delle cure che, all’insorgere della malattia, vengono praticate per garantire che gli animali messi in commercio siano assolutamente sani. Inoltre lo studio è condotto sui polli da carne, quindi l’avvertenza di bollire le uova, per quanto corretta, è fuori luogo.

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