ALIMENTAZIONE Sarzana (SP), qualità delle mense scolastiche: il monitoraggio di Cittadinanzattiva

Cibi serviti puntualmente e al giusto livello di cottura ma che si presentano mediamente meglio agli occhi degli alunni delle scuole elementari (il 51% dei bambini dichiara che la presentazione del cibo gli piace spesso) piuttosto che delle medie (solo il 12% si dichiara soddisfatto). Scarsi nelle quantità. I secondi, poco vari. I contorni, pietanze che a volte arrivano fredde alla scuola media. Queste tra le principali indicazioni emerse dall’analisi realizzata da Cittadinanzattiva sul servizio di ristorazione scolastica erogato a Sarzana (SP) da Cir-food, e presentata oggi presso il Municipio.

L’indagine è stata realizzata nei mesi scorsi presso la scuola elementare statale "XXI Luglio" e la scuola media "Poggi Carducci", frequentate da 300 ragazzi, dei quali ne sono stati intervistati un campione pari al 28% del totale, oltre a ben 20 insegnanti e sei operatori.
In assoluto, la pizza è di gran lunga l’alimento che gli studenti di Sarzana vorrebbero che venisse proposto più di frequente, agli ultimi posti minestrone e pesce. Ancora, la frutta è la portata che viene maggiormente apprezzata per la sua qualità (il 64% degli alunni delle elementari e il 24% dei ragazzi delle media la valuta buona), mentre I contorni sono I meno apprezzati (sono valutati "scadenti" dal 21% degli alunni delle elementari e dal 71% dei ragazzi delle medie).

Partendo dallo studio del capitolato d’appalto l’attività di monitoraggio di Cittadinanzattiva si è concentrata su elementi di qualità del servizio, quali: gusto e preferenze degli utenti; quantità e variazione del vitto; presentazione dei pasti; temperatura e cottura; puntualità del servizio; igiene e adeguatezza dell’ambiente dove si consuma il pasto; informazione in merito a variazioni del menù, proprietà nutrizionali degli alimenti, e presenza di prodotti biologici; rapporto personale – utenti; gestione reclami e conoscenza commissione mensa.

"Per la prima volta" commenta Patrizia Quarta, referente locale dell’associazione, "siamo riusciti ad intervistare gli insegnanti, le cui valutazioni sono da considerare un attendibilissimo indicatore della qualità del servizio. Inoltre" prosegue Quarta "abbiamo voluto comparare, nella stessa città, I pareri degli alunni delle scuole elementari con quelli dei ragazzi delle medie, per verificare se esiste un’ideale continuità nelle indicazioni espresse, posto che il servizio che ricevono è uguale, in quanto erogato dalla stessa azienda, la Cir-food. In generale, I dati relativi alla scuola media confermano, esasperandole, le indicazione che emergono presso la scuola elementare, ma mettono in risalto anche diversità nella qualità del servizio per quanto attiene le temperature delle portate".

La temperatura spesso fredda con la quale gli alimenti arrivano a tavola è la principale criticità emersa nella scuola media. Infatti, se nelle elementari emerge una criticità per contorni a volte freddi (il 34% degli alunni li valuta in questo modo, e anche alcuni insegnanti), nella scuola media, di fatto, le pietanze non arrivano mai calde a tavola. A pensarla così sono più della metà dei ragazzi, indipendentemente dalla portata considerata, anche se i contorni concentrano la più alta percentuale di coloro che ne denunciano una temperatura fredda (79%) rispetto a quanti si sono espressi allo stesso modo per secondi (68%) e primi (53%). La valutazione espressa dai ragazzi viene in parte confermata dagli insegnanti, per i quali i piatti arrivano a temperatura giusta o fredda, mai calda.

Nelle due scuole monitorate, i secondi piatti sono indicati come il piatto dalle porzioni più scarse (sono valutati tali dal 36% degli alunni delle elementari e da oltre la metà dei ragazzi delle medie), anche se si riconosce essere la portata più varia, al contrario dei contorni, abbondanti ma molto meno veri. Una certa criticità nelle quantità dei secondi piatti viene confermata anche dagli insegnanti. In fatto di igiene e adeguatezza delle strutture, l’ambiente dove si pranza non è silenzioso, è valutato "abbastanza" pulito dalla metà dei ragazzi, soddisfa per illuminazione e areazione. Il dato trova sostanziale conferma nelle valutazioni degli insegnanti.

In tema di informazione e contenuto nutrizionale, emerge un forte bisogno di sapere, infatti tre ragazzi su quattro delle medie vorrebbero conoscere il contenuto nutrizionale dei piatti, oltre il 60% dei ragazzi delle medie (e un terzo degli alunni delle elementari) non si dichiara soddisfatto delle informazioni che riceve in tema di menù settimanale e giornaliero, quasi la metà (il 46%) dei ragazzi delle medie (e l’80% alle elementari) dichiara di non conoscere il contenuto nutrizionale del cibo che mangia a scuola. E ancora: sono pochi gli alunni che si dichiarano al corrente della presenza di prodotti non freschi e di prodotti biologici nel menù. Anche tra gli insegnanti intervistati si è registrata indecisione nell’indicare quali alimenti siano biologici e quali non freschi.

In ultimo, emerge un sostanziale apprezzamento da parte degli alunni per gentilezza e disponibilità del personale, da sempre un elemento cruciale nella riuscita di un servizio mensa.

Cosa propone Cittadinanzattiva:

  • Rendere ordinaria e non eccezionale l’analisi della qualità e il monitoraggio del servizio di ristorazione scolastica;
  • Estendere il monitoraggio ad altri istituti scolastici ma anche in ambito ospedaliero/residenziale presso ospedali e residenze per anziani, dando attuazione al recente protocollo di intesa siglato tra ASL e Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato;
  • Rendere obbligatorio il coinvolgimento dell’utenza in sede di analisi del servizio e suo eventuale ri-affidamento, inserendo in sede di bandi di gara, capitolati e contratti di servizio, adeguati spazi di partecipazione civica dell’utenza, prima, durante e dopo l’affidamento del servizio;
  • Avviare una campagna di informazione e comunicazione in tema di educazione alimentare & tutela dei diritti, con il diretto coinvolgimento delle Ass. di tutela, Amministrazione comunale, ente gestore;
  • Aprire la porte del back office del servizio, incentivando visite guidate per illustrare come funziona il "dietro le quinte" di un servizio rivolto alla collettività.

 

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