ALIMENTAZIONE Sit-in a Montecitorio per salvare il biologico dalle contaminazioni Ogm

Le principali organizzazioni agricole, ambientaliste e dei consumatori si sono mobilitate per protestare contro la proposta di sperimentazione biotech in pieno campo e per salvare il biologico italiano dalle contaminazioni da Ogm. L’Italia – quarto produttore mondiale e primo nella UE, con un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Unione – che detiene la leadership europea nelle produzioni tipiche e biologiche è messa a rischio dal regolamento approvato dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, che consente una soglia di contaminazione dello 0,9 %. A rischio i prodotti simbolo del Made in Italy, come vino, olio, pomodoro e agrumi.

Le organizzazioni chiedono una normativa nazionale rispettosa degli interessi delle imprese e dei consumatori. "Non possiamo accettare una legge che non difende la genuinità, la tipicità e la tradizionalità dei nostri prodotti. La soglia di presenza accidentale di ogm nei prodotti biologici stabilita dai ministri europei è un danno per la nostra economia e un rischio non trascurabile per la sicurezza e la salute dei consumatori che si fidano del bio italiano", ha dichiarato in una nota Legaambiente.

Secondo una stima della Coldiretti – elaborata sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto degli Ogm sui consumatori esteri di alimenti Made in Italy – con la contaminazioni del biologico e dei piatti base della dieta mediterranea, si danneggerebbe l’immagine complessiva del Made in Italy alimentare e si causerebbero danni economici irrimediabili.
Pertanto Coldiretti – presente al sit-in con centinaia di agricoltori guidati da Donato Fanelli, Delegato del Movimento Giovanile della Coldiretti, e da Sergio Marini, presidente nazionale – chiede "il ritiro immediato dei protocolli per la sperimentazione ogm all’aperto per prodotti come vino, olio, agrumi e pomodoro che inquinano le campagne italiane e l’urgente applicazione dell’etichettatura di origine obbligatoria per il biologico Made in Italy per il quale deve essere garantita la tolleranza zero nei confronti della contaminazione da biotech". Anche Legambiente e la Cia (Confederazione italiana agricoltori) chiedono che la legge nazionale imponga la tolleranza zero e che il biologico mantenga ferme le sue prerogative e caratteristiche.

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