ALIMENTAZIONE Slow Food contro approvazione dei protocolli di sperimentazione sulle specie GM

I protocolli di sperimentazione non danno garanzie sufficienti. Non vengono descritti i geni che saranno inseriti nelle colture né le finalità, agroalimentare o farmacologica, della sperimentazione stessa. Questi gli argomenti con i quali Slow Food ha espresso preoccupazione rispetto all’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni dei protocolli di sperimentazione sulle specie GM. L’associazione ricorda infatti che la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nella seduta del 20 novembre 2008, ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di adozione dei protocolli tecnici per la gestione del rischio per l’agrobiodiversità, i sistemi agrari e la filiera agroalimentare, ai fini dell’emissione deliberata nell’ambiente di specie gm a scopi sperimentali. I protocolli riguardano actinidia (kiwi), agrumi, ciliegio dolce, fragola, mais, melanzana, olivo, pomodoro e vite.

"Questi protocolli – ha commentato il presidente Roberto Burdese – mostrano ampi margini di debolezza e dunque la loro messa in pratica è da considerarsi estremamente rischiosa. A questo punto vigileremo che le azioni sperimentali siano costantemente monitorate e che venga comunicato in modo tempestivo e trasparente, anche alle stesse comunità sul cui territorio avverrà la sperimentazione, ogni informazione relativa alla stessa".

"Esprimiamo forte preoccupazione rispetto a questi protocolli di sperimentazione. Ci pare che la stesura non tenga in debita considerazione i rischi conseguenti all’emissione deliberata di specie gm nell’ambiente – ha detto infatti Burdese – Per quanto riguarda la colture arboree (ciliegio dolce e olivo, ad esempio) i protocolli non danno adeguate informazioni sulla gestione delle conseguenze dell’azione dei pronubi (insetti impollinatori) e della fauna (non meglio identificata nei protocolli stessi) da cui queste piante verrebbero protette. La protezione dovrebbe avvenire nel periodo della fruttificazione con reti antiuccello, mentre per quanto riguarda i pronubi si dice che essi, insieme al vento, sono i due fattori da considerare per la definizione dei requisiti delle aree: cosa significa? Che bisogna scegliere aree rurali prive di insetti?". In una situazione sperimentale, afferma Slow Food, la soglia di tolleranza deve essere "lo zero assoluto".

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