ALIMENTAZIONE Slow Food e Fao firmano accordo per tutela biodiversità e produzioni locali

Valorizzare la produzione locale, sostenere lo sviluppo del mercato e tutelare la biodiversità: questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione fra Fondazione Slow Food per la Biodiversità e Fao siglato nell’ambito di un programma di sicurezza alimentare in Africa occidentale. L’accordo è stato presentato ieri sera durante la kermesse Terra Madre, a Torino, che ha visto la partecipazione di oltre settemila piccoli produttori e operatori dell’agroalimentare di tutto il mondo.

La valorizzazione della produzione locale nei paesi in via di sviluppo aiuta a promuovere il mercato interno e d’esportazione ma può dare un contributo importante al raggiungimento della sicurezza alimentare per milioni di persone che dipendono dall’agricoltura per la propria sopravvivenza. È quanto sta alla base dell’accordo, che è parte del programma Fao in Africa occidentale finanziato dalla Cooperazione italiana e che coinvolge Mali, Senegal, Guinea Bissau e Sierra Leone. Elementi importanti del progetto sono la diffusione fra i contadini di pratiche agricole più efficienti, della capacità di avviare piccoli commerci e la diversificazione della produzione per evitare di dipendere da una sola coltura agricola.

"Salutiamo con soddisfazione questa collaborazione con l’associazione internazionale Slow Food, di cui apprezziamo e condividiamo la centralità data all’agricoltura come motore dello sviluppo e l’impegno per la tutela della biodiversità agroalimentare e per la difesa dei piccoli produttori dei paesi poveri – ha affermato Alexander Müller, Vice Direttore Generale della FAO, del Dipartimento Gestione Risorse Naturali ed Ambiente – Il rilancio del settore agricolo potrà diventare realtà solo se saranno le comunità produttive locali a trarne beneficio".

"Non si può vivere senza agricoltura – ha commentato Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la biodiversità – L’economia locale è una delle forze reali contro l’attuale crisi economica e finanziaria globale. Il modello di sviluppo basato solo su iperproduttività e profitto ha fallito: non ha sfamato il pianeta, lo ha inquinato ed ha pesantemente compromesso la biodiversità agroalimentare, che è l’unica garanzia per il nostro futuro. Occorre lavorare per tutelare i prodotti tradizionali, rafforzare i piccoli contadini accorciando la distanza tra questi e i consumatori, promuovendo la cosiddetta filiera corta".

LINK: Il programma speciale per la sicurezza alimentare della Fao

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