ALIMENTAZIONE Stili di vita, Patta: “Necessario valorizzare made in Italy” (2)

"L’agroalimentare è un settore importante sia per la salute dei cittadini che per l’economia del Paese. Esistono, però, problemi di valorizzazione dei prodotti made in Italy". E’ quanto ha affermato il Sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta nel corso convegno P.A.N. Prevenzione Alimentazione Nutrizione, La Salute vien mangiando … dalla nascita, che si è tenuto oggi a Roma e organizzato dall’Associazione culturale Giuseppe Dossetti.

Patta ha sottolineato soprattutto "le problematiche di valorizzazione anche da parte della catena distributiva. In Italia molti distributori sono multinazionali che portano sul mercato prodotti dei loro paesi non italiani". Il sottosegretario ha poi rassicurato ulla sicurezza dei prodotti made in Italy: "L’Italia ha una rete di controlli tra le migliori in Europa. Siamo contrari ad etichettare i cibi "buoni" e i cibi "cattivi", piuttosto avviare programmi di educazione alimentare. Bisogna quindi fare battaglia sulla dieta, non sui prodotti".

A fare chiarezza su quali siano i rischi a tavola ed i comportamenti corretti da seguire è intervenuto Agostino Macrì Direttore del Dipartimento Sanità Alimentare ed Animale dell’Istituto Superiore di Sanità che ha detto: "Non è sempre vero che gli italiani seguono la dieta mediterranea e che i prodotti artigianali siano i migliori. Anche la presenza nella carne di antibiotici e ormoni e nella frutta e verdura di pesticidi è fantasia".

I rischi reali sono costituiti per Macrì "dai contaminanti ambientali che sono difficili da controllare, dai prodotti di reazione che si formano durante la cottura, dalle zoonosi alimentari, le contaminazioni durante i trasporti o nella trasformazione e conservazione".

Come il sottosegretario Patta anche il Direttore dell’Iss ha rassicurato sulla salubrità degli alimenti ma sottolinea la "necessità di migliorare il coordinamento tra i controllori, la ricerca scientifica nei settori no-profit, l’informazione del consumatore a partire dalla scuola. E’ inoltre necessario che i media verifichino con maggiore attenzione le fonti da cui attingono le informazioni".

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