ALIMENTAZIONE Tonno in scatola, passi avanti grazie al “rompiscatole” di Greenpeace

Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta sul mercato mondiale, con un volume d’affari che si aggira intorno ai 19,3 miliardi di euro l’anno. Ma sono pochi i consumatori che sanno cosa si nasconde davvero nelle scatolette di tonno. Per questo Greenpeace ha lanciato un’indagine sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute in Italia, contattando ben 14 aziende, che insieme coprono più dell’80% del nostro mercato. Tra i marchi più conosciuti: Riomare, di proprietà del gruppo Bolton, multinazionale olandese proprietaria anche di Palmera e Alco, e leader indiscusso con il 38% del mercato italiano, Nostromo, di proprietà del gruppo spagnolo Calvo, seconda azienda in Italia, con quasi il 10% del mercato.

Nel mese di dicembre 2008 i volontari di Greenpeace hanno visitato 73 punti vendita, in 34 diverse città su tutto il territorio nazionale, raccogliendo le informazioni presenti su più di 800 prodotti. A gennaio 2009 è stato inviato alle aziende un questionario e fino a dicembre 2009 Greenpeace ha tenuto una corrispondenza con le aziende e registrato eventuali cambiamenti e passi avanti. In base al punteggio ottenuto nel questionario è stato calcolato un Indice di performance aziendale, con una scala da 0 a 10, da cui è stata stilata la "classifica rompiscatole" sulla sostenibilità del tonno in scatola in Italia.

Dopo più di un anno di confronto con il settore, finalmente qualcosa si muove e alcune aziende iniziano a fare dei passi nella giusta direzione. AsdoMar, già tra i primi in classifica, ottiene il punteggio di 4,8 e conquista il primo posto per aver dato prova di trasparenza rispetto alle proprie scelte ed essere uno dei pochi che utilizza in parte dei propri prodotti il tonnetto striato – specie considerata in buono stato – pescato con metodi sostenibili (lenza e amo).

Al secondo posto c’è il tonno in scatola della Coop, con punteggio di 4,7. Terzo arriva Mareblu, con 4,4 punti. Anche Esselunga inizia ad adottare dei criteri per cercare di diminuire l’impatto che la pesca al tonno ha sull’ambiente: ha deciso di non comprare tonno trasbordato in mare, essendo questa una pratica che favorisce molto spesso attività illegali. Dopo Esselunga, che è quinta in classifica, c’è San Cusumano. Callipo passa nella zona "arancio" perché ha sviluppato una politica per l’approvvigionamento sostenibile. Consorcio si apre al dialogo, lasciando il fondo della classifica.

Passi avanti anche tra i più grandi! Bolton che, con il marchio Riomare copre più del 30% del mercato, si è impegnata formalmente a predisporre prima della fine dell’anno una politica di sostenibilità. Nostromo invece, secondo marchio più venduto in Italia, rimane sul fondo della classifica, insieme a tonno Mare Aperto della Star, non avendo fatto alcun passo avanti.

La strada per arrivare ad avere sul mercato un prodotto totalmente sostenibile è però ancora lunga: dei 14 marchi in classifica ben 10 continuano a rimanere "in rosso", e nessuno raggiunge la fascia "verde".

"Siamo soddisfatti di vedere che se prima il tema della sostenibilità era considerato da pochi, adesso le aziende iniziano a confrontarsi con queste problematiche e a porre maggior attenzione all’origine del tonno utilizzato nelle loro scatolette. Adottare dei principi scritti però non basta, bisogna dimostrare di essere in grado di metterli in pratica nella realtà. Alle parole devono seguire i fatti" dichiara Giorgia Monti responsabile della campagna Mare di Greenpeace che aggiunge: "Le decisioni dei produttori di tonno in scatola e della grande distribuzione organizzata possono davvero trasformare il mercato. Alcuni marchi hanno dimostrato che cambiare è possibile. E’ importante che adesso il settore continui a muoversi verso scelte sostenibili. La soluzione esiste, e prima che anche gli stock di tonno tropicale vengano totalmente compromessi, come è successo per il tonno rosso del Mediterraneo, bisogna eliminare gli attrezzi pericolosi, ridurre lo sforzo di pesca e tutelare con riserve marine le aree più importanti per queste specie".

 

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