ALIMENTAZIONE Toscana, al via la rete regionale della filiera corta

Approvato dalla Giunta un pacchetto di iniziative per la valorizzazione di prodotti locali mediante la vendita diretta a consumatori, ristoratori e commercianti. Mercati per la vendita diretta, stretti rapporti con le mense pubbliche ed i ristoranti, ma non solo. La giunta della regione Toscana ha varato una vera e propria rete della filiera corta, con lo scopo di promuovere la produzione agricola locale di olio, vino, formaggi ed altre tipicità territoriali. E’ il primo progetto organico del genere in Italia. Tra le iniziative previste dalla regione c’è la realizzazione di dieci nuovi mercatali, ossia di mercati contadini di qualità dove acquistare direttamente dai produttori senza i passaggi degli intermediari (trasformatori e distributori).

Beneficiari del piano saranno, oltre agli agricoltori, i consumatori finali ma anche i ristoratori ed i commercianti. Diversi i punti su cui si fonda il progetto: accanto ai mercatali, la nascita di spacci locali (negozi gestiti in forma associata da imprenditori agricoli); iniziative di trasparenza come l’etichetta ‘prezzo chiaro’, che definirà le quote destinate al produttore e ai vari eventuali passaggi; valorizzazione dei prodotti locali presso le mense pubbliche e la ristorazione del commercio e del turismo, sempre secondo lo schema della filiera corta. La rete regionale (che presto avrà un logo e un sito web) verrà coordinata da un comitato di gestione in cui saranno rappresentate istituzioni, associazioni di categoria ed altre associazioni tese alla promozione della produzione del territorio.

"Questo pacchetto di iniziative – ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura Susanna Benni – costituisce l’atto di nascita ufficiale e concreto della rete per la filiera corta, con un primo stanziamento di circa 210 mila euro, cui seguiranno risorse attivabili sul Piano di sviluppo rurale. Obiettivo di queste azioni è quello di allargare le opportunità di mercato per i nostri produttori, ma anche di consentire ai cittadini toscani di fruire sempre di più di ciò che produce la nostra terra, a prezzi equi. Esperienze di questo tipo hanno già dato ottima prova di sé nel nostro territorio: con la costituzione della rete della filiera corta le iniziative saranno coordinate e se ne stimoleranno di nuove, consapevoli che questa non è la panacea per la nostra agricoltura, ma una risorsa ache può essere molto preziosa in termini di redditività soprattutto per i piccoli produttori e che comunque favorisce la crescita dei mercati locali, costruendo rapporto di collaborazione tra tutti i soggetti che si adoperano sul territorio per la produzione, la trasformazione e la distribuzione dei nostri prodotti ".

Questi i cardini della rete regionale della vendita diretta:
– Nuovi mercatali. Ne nasceranno 10 in 3 anni, (2 entro il 2007).
– Regala la Toscana. Si tratta di mercati allestiti sotto Natale in diverse città, dove saranno posti in vendita prodotti alimentari e di artigianato locale di carattere natalizio.
– Spacci locali. Saranno veri e propri negozi al chiuso gestiti in forma associata da imprenditori agricoli.
– Prezzo chiaro. Un’indicazione obbligatoria per rendere trasparente le quote destinate al produttore ed ai vari intermediari.
– Patti di filiera. Saranno accordi fra produttori agricoli e operatori della ristorazione, del commercio e del turismo, per favorire la vendita dei prodotti agricoli di qualità e locali.
– Mense con prodotti toscani. Sarà potenziata la legge regionale 18 del 2002 che prevede l’introduzione di prodotti biologici tipici e tradizionali nelle mense pubbliche.
– Arte e cibo. Presso alcuni musei toscani sarà realizzato uno spazio dedicato alla cultura e tradizione enogastronimica della Toscana.

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