ALIMENTAZIONE Un osservatorio Ue sui prezzi al dettaglio. Gli impegni europei per il 2009

I consumatori devono poter confrontare i prezzi dei prodotti alimentari. Per questo nel 2009 ci sarà un osservatorio europeo permanente dei prezzi al dettaglio. Inoltre la Commissione Ue lavorerà, insieme alle autorità di regolamentazione dei mercati delle materie prime, per arginare l’eccessiva volatilità di tali mercati, che genera svantaggi sia per i produttori che per i consumatori.

Queste sono alcune delle azioni previste da una comunicazione adottata oggi dalla Commissione Ue per arginare l’impennata dei prezzi dei generi alimentari.

"Tra agosto 2007 e luglio 2008, l’inflazione nel settore alimentare ha fatto crescere di circa un terzo l’inflazione complessiva, colpendo in particolar modo le famiglie con redditi modesti – ha dichiarato il commissario Ue per gli Affari economici e monetari Joaquín Almunia – Nell’attuale recessione economica, dobbiamo inviare un segnale chiaro della nostra serietà nel rimuovere le rigidità ed altri fattori che ostacolano il funzionamento ottimale dei mercati. Così facendo, non solo garantiremmo al consumatore prezzi più competitivi e non distorti, ma proteggeremmo anche il potere d’acquisto dei cittadini più vulnerabili e incentiveremmo l’occupazione".

La comunicazione adottata oggi propone di operare in modo fermo e coerente a tutela della concorrenza su scala comunitaria e nazionale tramite la Rete europea della concorrenza che deve contrastare pratiche e restrizioni particolarmente deleterie; bisogna inoltre promuovere la competitività della filiera alimentare per accrescerne la capacità di ripresa dall’urto dei prezzi mondiali.

Secondo la Commissione si dovranno riesaminare le normative potenzialmente restrittive a livello Ue e/o nazionale: i provvedimenti che limitano l’accesso al mercato potranno essere abrogati; ciò verrà fatto in sede di monitoraggio del mercato al dettaglio e di recepimento della direttiva sui servizi; i provvedimenti che limitano la concorrenza sui prezzi vanno esaminati a livello nazionale.

Saranno sottoposti a un controllo i ritardi di pagamento da parte dei dettaglianti o gli oneri esorbitanti imposti ai produttori per le offerte promozionali; la regolamentazione dell’orario di apertura dei negozi potrebbe formare oggetto di consultazioni sul piano nazionale.

Il consolidamento del mercato è presupposto di maggiore efficienza e di prezzi più bassi, ma non deve deteriorare le condizioni di concorrenza a livello locale, a detrimento delle imprese e dei consumatori. La promozione di una politica commerciale aperta, che sarà possibile se verranno portati a termine i negoziati commerciali dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) nell’ambito del Doha Round, non potrà che giovare a tutti, compresi i paesi in via di sviluppo che sono i più colpiti dai rincari dei prezzi.

Con l’approvazione della "valutazione dello stato di salute" della PAC, l’Ue si è impegnata risolutamente ad aiutare gli agricoltori a reagire meglio ai segnali del mercato e a cogliere nuove opportunità, offrendo nel contempo una moderna rete di sicurezza in caso di reale crisi di mercato. "La politica agricola è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano per assicurare che le derrate alimentari siano vendute al consumatore a prezzi ragionevoli. La recente "valutazione dello stato di salute" della PAC ha introdotto modifiche intese ad affrancare gli agricoltori perché possano rispondere meglio ai segnali del mercato. Spero che riusciremo anche ad eliminare alcune delle restrizioni al commercio internazionale dei prodotti alimentari mediante un accordo equilibrato nell’ambito dei negoziati commerciali multilaterali del Doha Round", ha affermato il commissario Ue per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Mariann Fischer Boel.

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