ALIMENTAZIONE V Rapporto Federalimentare-Ismea: all’industria ruolo calmierante sui prezzi/ 2

I recenti aumenti dei prezzi di alcuni alimenti sono stati uno dei temi al centro della presentazione del "V Rapporto sugli scenari della filiera agroalimentare al 2015" di Federalimentare e Ismeaoggi a Roma. Il presidente Gian Domenico Auricchio di Federalimentare ha infatti subito aperto il proprio discorso ricordando che "la filiera sta vivendo grandi trasformazioni ed un vero proprio choc sul fronte dei prezzi di alcune materie prime agricole", aggiungendo che "l’industria alimentare ha sempre tutelato il potere di acquisto degli italiani, contribuendo nel tempo e in maniera significativa al contenimento del tasso di inflazione".

I prezzi dei beni alimentari destinati al consumo sono aumentati dal 1995 ad oggi del 28,4% contro un tasso di inflazione (nello stesso periodo) del 30,4%, quindi superiore. "I costi alla produzione del settore – ha spiegato il presidente di Federalimentare – hanno registrato un aumento decisamente inferiore (+19,4%) rispetto ai rispettivi prezzi al consumo: ben 9 punti in meno di un decennio". Oggi, a fine 2007, il 26% del prezzo allo scaffale per il consumatore italiano è assorbito dall’industria alimentare, circa il 13% va all’agricoltura, mentre ben il 50% viene acquisito dalla distribuzione".

"Non dimentichiamo – ha proseguito Auricchio – che oggi l’alimentare incide per circa il 17% sul totale della spesa familiare, rispetto al 25% degli inizi degli anni ’90. E ancora, il pane, la pasta, le uova e il latte, (prodotti cui è stata attribuita responsabilità inflativa in questi giorni) pesano tutti insieme il 2,6% sul paniere Istat, esattamente come le sigarette, le consumazioni al bar o le verdure fresche".

In vista dell’arrivo delle Festività Natalizie il Centro Studi di Federalimentare ha reso note le proprie stime su quanto l’impatto degli aumenti peserà sul pranzo di Natale: circa 2 o 3 euro. In particolare , Confersercenti ha stimato che nel 2006 un pranzo natalizio e la cena di vigilia costarono 122 euro; quest’anno, comprendendo gli aumenti previsti per alcuni comparti, il costo dovrebbe essere di 128 euro. Secondo Federalimentare si attende un aumento complessivo – per i due pasti delle festività – di circa 5-6 euro, ovvero 2-3 euro a famiglia per ciascuno dei due pasti.

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