ALIMENTAZIONE Vertice Fao, il commento delle Associazioni

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che oggi ci siano 178 milioni di bambini malnutriti nel mondo e che 20 milioni siano affetti da malnutrizione grave. In occasione della Conferenza di Alto Livello sull’alimentazione l’energia ed il cambiamento climatico, le associazioni della Fao le associazioni si interrogano sulle strade da seguire.

Abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; aiutare con programmi seri i paesi più poveri a sviluppare le loro agricolture;dire ‘no’ a politiche neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm; contrastare le speculazioni che stanno portando alle stelle i prezzi delle materie prime agricole (grano, mais, riso). Queste le priorità per affrontare il problema della fame nel modo secondo la Confederazione italiana agricoltori (Cia).

E’ tempo – ha detto in una nota il presidente della Cia, Giuseppe Politi – di una svolta decisiva. Dalle parole bisogna passare agli atti concreti. Occorre contrastare le speculazioni che stanno determinando pericolosi rincari delle materie prime agricole (grano, riso, mais)".

Per Slow Food la soluzione è invece nell’economia locale. "Bisogna fare in modo – ha spiegato in un comunicato il presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini – che gli agricoltori si dedichino, con strumenti idonei ed efficaci, a una produzione di sussistenza, lasciando in secondo piano le coltivazioni da esportazione. In questo modo si potrà sviluppare una forte economia locale basata su produzioni autoctone di piccola scala che portano con sè anche un maggior rispetto per l’ambiente e le tradizioni".

Legambiente ha sottolineato in una nota come sia necessario iniziare ad agire partendo dalla questione climatica che lega a sé i problemi di tutto il pianeta compreso quello della crisi alimentare e a mettere l’ambiente non solo al centro dei dibattiti ma anche delle politiche internazionali.

"La crisi alimentare globale e l’impennata dei prezzi dei prodotti agricoli – ha spiegato il , coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, Maurizio Gabbiotti – non derivano da un problema di quantità ma di distribuzione ed equità. Non si tratta dunque di aumentare la produzione dei prodotti agricoli quanto di ridistribuire la ricchezza, contrastando le speculazioni che stanno danneggiando i paesi più poveri".

La disponibilità alimentare va cercata per Confagricoltura con politiche adeguate che "favoriscano la stabilità dell’offerta, del mercato e delle quotazioni". Secondo l’Organizzazione degli imprenditori agricoli la Conferenza della Fao "dovrebbe richiamare l’attenzione dei governi sulla necessità di superare la crisi sia indirizzando maggiori aiuti allo sviluppo per incentivare l’agricoltura, sia con politiche mirate alla stabilità ed all’equità dei mercati".

Infine, Medici Senza Frontiere (MSF) ha lanciato un appello chiedendo che venga immediatamente adottata e messa in opera una strategia specifica per combattere la malnutrizione dei bambini sotto i due anni di età. Espandere semplicemente gli attuali interventi, che hanno già dimostrato di non risolvere la crisi nutrizionale, secondo MSF sicuramente non proteggerà i bambini, i soggetti più vulnerabili e colpiti dall’aumento dei prezzi del cibo.

"Gli alimenti terapeutici, di cui i bambini malnutriti hanno bisogno – ha spiegato il direttore generale di MSF Italia, Kostas Moschochoritis – per sopravvivere e crescere, potranno arrivare là dove c’è maggior bisogno solo se verranno adottati approcci innovativi supportati dalle risorse necessarie." La qualità del cibo è altrettanto importante rispetto alla quantità, e coloro che prenderanno decisioni così importanti devono assicurare la sicurezza nutrizionale e non solo quella alimentare. L’aumento dei prezzi del cibo avrà conseguenze drammatiche sulla malnutrizione.

 

 

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