ALIMENTAZIONE Vertice Fao, seconda giornata. Attività di emergenza per 17 mln di dollari

Seconda giornata per il vertice Fao per la Sicurezza Alimentare che si chiuderà domani a Roma. Oggi è intervenuto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, che nel suo intervento ha sottolineato come la crisi alimentare sia "una battaglia che non possiamo perdere, il nemico è la fame che produce rivolte e instabilità". Il mondo, ha detto il segretario generale Onu, "non può assolutamente permettersi di fallire" nella sfida alla crisi dei prezzi per i generi alimentari.

Nel frattempo la Fao ha avviato attività d’emergenza per 17 milioni di dollari per arginare gli effetti del rialzo dei prezzi alimentari, che rischiano di aggravare pesantemente la situazione di 862 milioni di persone che soffrono la fame e di spingerne milioni verso la povertà estrema e la fame. È quanto afferma la stessa organizzazione in una nota: i fondi iniziali, che rappresentano solo una prima risposta, forniranno sementi, fertilizzanti e fattori produttivi ai piccoli agricoltori di alcuni fra i paesi più poveri del mondo, prodotti dunque necessari per incrementare la produzione agricola a partire dalla semina del 2009.

Naturalmente si tratta di interventi che non bastano. I paesi più colpiti, specialmente in Africa – sottolinea infatti la Fao – avranno bisogno di molti più investimenti per rivitalizzare i sistemi agricoli: si calcola un totale di 1,7 miliardi di dollari per lo stesso periodo. Sul campo c’è il tema del rialzo dei prezzi alimentari. "I prezzi alti sono un onere per il mondo intero, nessuno ne è immune – ha dichiarato José Maria Sumpsi, Vice Direttore Generale della Fao – Nei paesi dove l’agricoltura è passata in secondo piano, perché era più economico importare cibo che produrlo localmente, gli agricoltori hanno così un incentivo a produrre e a guadagnarsi da vivere, fornendo allo stesso tempo disponibilità alimentari. Vi è stato da alcuni anni un rialzo costante dei prezzi, ma l’improvvisa impennata di quest’anno è solo un piccolo sintomo di una malattia provocata da anni di negligenza nei confronti del settore agricolo a livello mondiale. Questo squilibrio minaccia adesso la vita delle popolazioni più povere e più vulnerabili, che non sono più in grado di procurarsi il cibo di cui hanno bisogno per sopravvivere".

La giornata odierna ha visto la partecipazione del ministro degli Esteri italiano Franco Frattini che ha lanciato l’idea di una banca europea del grano per le emergenze: "L’Italia farà da subito la sua parte. Saranno stanziati nuovi fondi per la sicurezza alimentare. Un primo contributo di 30 milioni sarà reso immediatamente disponibile per progetti di emergenza e programmi di sviluppo agricolo. Abbiamo inoltre raddoppiato gli aiuti umanitari per il 2008 da 60 a 130 milioni di euro, destinati quasi interamente ad aiuto alimentare. Verseremo, inoltre, nei prossimi sei anni, 3 miliardi di euro al Fondo di Sviluppo dell’Unione Europea; di questi, quasi 200 milioni saranno rivolti alla realizzazione di progetti agricoli, complementari a quelli che finanziamo attraverso la Fao e l’Ifad". Per Frattini si può inoltre creare "un meccanismo internazionale, incardinato nel già esistente sistema agroalimentare dell’Onu, per compensare le periodiche carenze di scorte alimentari: una "banca del cibo", un prestatore internazionale di ultima istanza con la funzione di contribuire alla stabilizzazione dei prezzi e di contrastare la speculazione. Un simile strumento, garantendo adeguati livelli di scorte per fronteggiare picchi inattesi di domanda o cali imprevisti della produzione, consentirebbe di ridurre la volatilità dei prezzi agricoli. I Paesi più poveri, che dipendono dalle importazioni per assicurare il nutrimento delle popolazioni, saprebbero così di poter contare sulla disponibilità di derrate in caso di crisi".

Nella tavola rotonda " Transboundary pests and diseases" , che si è svolta nell’ambito della conferenza, l’Italia è stata rappresentata dal sottosegretario alla salute Francesca Martini. Le Transboundary animal diseases (TADs), ha evidenziato il sottosegretario, "sono malattie contagiose epidemiche degli animali che possono diffondersi rapidamente, superare facilmente le frontiere nazionali, che determinano serie conseguenze socio-economiche nonché possibili ripercussioni sulla salute pubblica. La conseguente e palese necessità di mantenere un alto livello di tutela dello stato sanitario raggiunto rappresenta pertanto una sfida e un impegno costante per i responsabili della sicurezza sanitaria e alimentare di ogni Paese".

Un "enorme sforzo dei servizi veterinari" è stato di recente richiesto dalle epidemie di afta epizootica nel Regno Unito e della Blue Tongue nell’Europa Centro-Settentrionale. "Fondamentali nella gestione delle emergenze – ha spiegato il sottosegretario – sono risultati le istituzioni delle Unità di crisi ai vari livelli dell’organizzazione sanitaria veterinaria, l’individuazione pertanto di precise catene di comando per la velocizzazione dell’applicazione delle decisioni prese, l’intervento di specifici uffici veterinari preposti ai controlli dei flussi degli scambi comunitari, la capillare diffusione dei servizi territoriali competenti, la velocità dell’individuazione delle merci a rischio introdotte, i sequestri cautelativi delle stesse e le attività diagnostiche dei Laboratori sui campioni prelevati sugli animali e sui prodotti". È stata inoltre sottolineata l’importanza del "sistema comunitario di tracciabilità (TRACES) che permette di aumentare la qualità, la precisione, la disponibilità, e la tempestività dei dati relativi agli animali vivi, agli alimenti di origine animale e ai mangimi nonché il sistema di registrazioni e convenzioni delle ditte che introducono merci dai Paesi membri e i sistemi di prenotifica alle Autorità competenti da parte delle stesse circa il previsto arrivo degli animali vivi e dei prodotti".

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