ALIMENTAZIONE Vino, Commissione europea “salva” il rosato. Soddisfatti gli agricoltori

Niente miscugli di vini per produrre un "finto rosato". La Commissione europea ha infatti rinunciato alla proposta di autorizzare le miscele di vini bianchi e rossi per la produzione del rosato. L’annuncio della commissaria all’Agricoltura Mariann Fischer Boel è stata accolta con soddisfazione dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori, che sottolinea la maggiore tutela di produttori e consumatori evidenziando le differenze con la produzione tradizionale di rosato.

"Il metodo "tradizionale" – afferma la Cia – sottintende, infatti, come pratica enologica un raffinato processo produttivo, ovvero una particolare e delicata vinificazione delle uve. Il fatto che le imprese che, secondo la iniziale proposta di Bruxelles, avrebbero scelto la via naturale per la produzione di rosato potevano volontariamente indicarlo in etichetta con la scritta "vino rosato tradizionale", risultava del tutto insufficiente per tutelare il mercato dalla concorrenza sleale. Con il ripensamento da parte della Commissione Ue, è stato così evitato che dal primo agosto venisse messo in vendita un vino rosato ottenuto dal miscuglio di vino bianco e rosso, invece della tradizionale vinificazione. In pratica, in questo modo si legalizzava una pratica che consente di chiamare con lo stesso nome prodotti completamente diversi, ingannando sia i consumatori che i produttori, soprattutto quelli italiani, che da sempre sono impegnati nella valorizzazione della qualità".

Per la Coldiretti, "lo stop alle miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre il "finto’ rose" che sarebbe arrivato sul mercato dal primo agosto salva circa 48 milioni di bottiglie di vero rosato Made in Italy da una concorrenza sleale su un mercato nazionale che è cresciuto del 20 per cento negli ultimi cinque anni".

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