ALIMENTAZIONE Zaia porta la sua filosofia della territorialità al Salone del Gusto

Il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia è intervenuto all’inaugurazione del Salone Internazionale del Gusto a Torino, portando la sua filosofia della territorialità e della stagionalità. "Noi vogliamo premiare chi lavora sul territorio e chi garantisce l’integrità del prodotto. È a questo scopo che difendiamo l’idea alla base dei farmer market, ad esempio, o dei cosiddetti last minute market" ha detto Zaia.

Il Last Minute Market è un sistema che permette di recuperare a livello locale, in totale sicurezza e senza costi aggiuntivi, prodotti agricoli, alimenti e cibo rimasti invenduti per destinarli al consumo. I mercati dell’ultimo minuto già attivi si occupano del recupero dei prodotti delle industrie sementiere, della raccolta dei prodotti ortofrutticoli rimasti in campo (che altrimenti non avrebbero sbocchi commerciali) e del recupero degli alimenti provenienti dall’industria e dalla distribuzione all’ingrosso e al dettaglio.

Ad oggi sono 15 le città del nostro paese ad aver adottato il sistema del last minute market. I principi su cui si basa questa formula sono quelli della localizzazione e della continuità territoriale: si raccoglie e si consuma sempre in una zona ristretta ed entro un raggio di pochi chilometri in modo da non avere costi di conservazione e di trasporto. Sostenere l’economia reale significa dunque anche contenere gli sprechi.

"I cittadini ci devono aiutare", ha aggiunto il Ministro. "In un contesto globale in cui persiste il conflitto tra commestibile e combustibile bisogna chiedere i prodotti di stagione e del proprio territorio. Non solo, i consumatori spesso si lamentano del caro prezzi ma devono sapere che anche gli sprechi incidono molto sui rincari: ogni giorno finiscono nelle discariche o negli inceneritori 4 mila tonnellate di prodotti e dal comparto distributivo alimentare italiano nel 2007 sono state sprecate quasi 240 mila tonnellate di alimentari non venduti. Con tutto quel cibo si potrebbero sfamare 600 mila persone con tre pasti al giorno".

"La Fao – ha dichiarato Zaia – ci ricorda che 3 miliardi di persone soffrono la fame e che ogni anno 3 milioni di persone muoiono di fame. Sono dati raccapriccianti. Per questo dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare. Una mela ammaccata non deve finire in pattumiera, perché è ancora buona da mangiare. Va cambiata la nostra mentalità. Bisogna difendere a spada tratta la stagionalità e la territorialità delle nostre produzioni, e in questo modo evitare che ogni anno finisca nella spazzatura circa un terzo dell’agroalimentare, come già succede nel Regno Unito o negli Stati Uniti".

"Per sfamare i sei miliardi di cittadini del mondo – ha detto ancora il Ministro – bisognerebbe raddoppiare la produzione agricola, come ha confermato la FAO nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Bisognerebbe riflettere, tutti insieme, sulla necessità improrogabile di riconoscere l’importanza del lavoro dei contadini di tutto il mondo; bisognerebbe sostenere sempre i giovani che vogliono fare gli agricoltori in un Paese dove la terra è particolarmente costosa per farli tornare in campagna, dove vive l’economia reale; bisognerebbe, ancora, ripensare il nostro modo di concepire il cibo, che è innanzitutto nutrimento. E nutre meglio, con più soddisfazione per il palato e meno dispendio energetico, il prodotto del territorio e di stagione, coltivato con la passione di un tempo e l’innovazione di oggi. Ognuno, nell’era della rivoluzione agricola, può fare la sua parte nel cambiamento: i consumatori con le loro scelte, la grande distribuzione con il suo impegno in favore dei prodotti locali, i governi nel pianificare le strategie di sviluppo migliori per il nostro futuro".

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