AMBIENTE.Tonno rosso, WWF denuncia: l’Italia non rispetta le regole

Superamento delle quote legali, pescherecci non a norma, mercati irregolari ed infiltrazioni della criminalità organizzata. E’ questo il duro scenario prospettato dal nuovo dossier del WWF sulla pesca del tonno rosso in Italia. Secondo l’associazione ambientalista, nel 2008 il nostro Paese ha oltrepassato di ben 700 tonnellate i limiti fissati dall’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico), pari a 4162,71 tonnellate. I dati raccolti saranno consegnati alla Commissione UE, alla finanza, alle Capitanerie, ai Noe e al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, con l’obiettivo di chiedere una moratoria di tre anni sulla risorsa ittica presente nel Mediterraneo.

Per evitare la crisi del mercato e favorire una pesca sostenibile, il WWF richiede di incentivare i controlli e di combattere la dilagante illegalità riscontrata sul territorio. "Dopo un drammatico 2007 con quote di pescato eccedenti il 40% le quantità assegnate, al tonno rosso, in Italia, è andata meglio quest’anno, grazie alla decisione dell’UE di chiudere la stagione di pesca con 2 settimane di anticipo – afferma Enzo Venini, Presidente del WWF Italia – Dai dati che abbiamo potuto incrociare, quest’anno si sono pescate come minimo 700 tonnellate in più, mentre nell’anno precedente la quota eccedente ammontava a 1.653 tonnellate (e non 327 come i dati ufficiali dicono). Ma il dossier che consegneremo al Ministro Zaia, alla Commissione Pesca dell’Ue e alle autorità preposte al controllo dice di più. Molte quantità di pescato di pregio, tra cui rientra il tonno rosso, non viene registrato nei porti al momento dello sbarco: a Pozzuoli, Vibo Valentia, Portopalo e Cetraro, nel 2008 non è stato registrato neppure un tonno rosso. Altre quantità sono vendute illegalmente in mercati chiusi per infiltrazioni mafiose. Le catture in mare sono svolte con metodi fuori legge, vale a dire con l’ausilio di aerei d’avvistamento. Altre quantità consistenti, è provato che siano trasferite vive in fattorie al largo della Croazia, di Malta e della Tunisia. Ma non tutto il tonno trasferito è stato registrato".

Le imbarcazioni regolarmente registrate in Italia per la pesca del tonno rosso sono 185. Ma, in base ai dati raccolti dal WWF, nel 2008 sarebbero stati ben 283 i pescherecci attivi nel Mediterraneo, dei quali circa 160 privi di licenza e molti altri recanti irregolarità varie. "La popolazione del tonno rosso – conclude Venini – è prossimo al collasso commerciale e questo è dovuto a chi gestisce in modo non sostenibile e senza scrupoli la pesca. Il WWF chiede dunque una moratoria di 3 anni sulla pesca del tonno rosso in Mediterraneo e invita il Ministro Zaia a ritirare il ricorso presentato presso la Corte europea, per chiedere di rivedere le decisioni prese. Con il nostro dossier, da oggi Ministro, Commissione e autorità avranno uno strumento in più per capire quanto fuori controllo sia la pesca di questa specie, avranno dati e notizie per poter avviare indagini contro illegalità e irregolarità di ogni genere. E’ chiaro che siamo al fianco di tutti i settori della pesca che svolgono la loro attività rispettando le leggi e in maniera sostenibile. Ci auguriamo di incontrare il loro consenso e la loro alleanza. In sostanza è in gioco il loro futuro, non solo quello del tonno".

PDF: Il Dossier

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