AMBIENTE. A Torino il “futuro è rinnovabile”

"Gli aumenti dei costi dell’energia e la rischiosa dipendenza dall’importazione delle fonti energetiche non rinnovabili, insieme ai continui mutamenti del clima, impongono una riflessione sul nostro modo di consumare ed un diverso approccio alla difesa dell’ambiente". È a partire da questa consapevolezza che Adoc Piemonte ha organizzato per domani "Il futuro è rinnovabile", convegno su come risparmiare energia per consumare meglio.

"La crisi delle forniture e l’aumento dei costi dell’energia – spiega l’organizzatrice Silvia Cugini, presidente Adoc per il Piemonte – hanno fatto proprio dell’energia un tema particolarmente attuale. È per questo che abbiamo programmato questo incontro rivolto a tutta la cittadinanza, nel tentativo di diffondere una cultura del consumo consapevole".

Dalle 9.30 in via Bologna 11 a Torino esperti del settore si alterneranno sul podio per spiegare al pubblico cosa sono le fonti rinnovabili e come è possibile implementarle. "Come associazioni di consumatori – dice uno dei relatori Nunzio Bongiovanni, presidente Adoc Lombardia – abbiamo il comune impegno civico di sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla necessità del risparmio energetico per dare concretezza alle affermazioni condivise.

L’Autorità per l’Energia sta già facendo molto in questo senso ma permane l’anello debole delle Società di Servizi Territoriali, non sempre sufficientemente preparate per essere educative nei confronti della gente". Lo conferma anche Giorgio Gallo dell’Agenzia Energia e Ambiente di Torino, che interverrà domani: "Nel settore particolare dell’innovazione energetica il consumatore rischia spesso di cascare nei tranelli del mercato perché manca la formazione, mancano dei tariffari di riferimento, manca la voglia di farsi aiutare dai consulenti e forse manca anche l’impegno da parte delle istituzioni pubbliche ad aiutare i cittadini". " In questo momento, e sempre di più, conviene non solo economicamente, andare oltre le prescrizioni di legge sul fronte degli impianti alternativi – conclude Gallo – è un peccato che l’unico limite che gli italiani non valicano sia proprio questo".

Comments are closed.