AMBIENTE. A Torino una campagna per spiegare la differenziata agli stranieri

Gli stranieri aumentano. E anche le campagne per la raccolta della spazzatura si adeguano. A Torino dove la comunità degli immigrati sta per raggiungere quota 100mila, per esempio, Amiat, la società che gestisce i rifiuti solidi urbani, sta per lanciare una campagna ad hoc per chi è nato fuori dall’Italia. L’obiettivo è quello di chiarire tutti i dubbi sulla differenziata porta a porta, poco chiara spesso anche agli italiani, superando le barriere linguistiche. Lo strumento, che tra qualche giorno verrà distribuito presso gli Sportelli informativi delle Circoscrizioni e gli Sportelli stranieri, è quindi un manuale che contiene informazioni sugli eco-centri Amiat e spiega i principi fondamentali della raccolta domiciliare nelle tre lingue più parlate dagli stranieri di Torino ossia rumeno, arabo e cinese.

"C’è un problema di consuetudini legato alla mancanza di esperienza verso il nostro sistema di raccolta da parte di chi arriva da altri paesi – spiega Maurizio Magnabosco, amministratore delegato di Amiat -. Il nostro vuole essere un contributo per mettere i cittadini, tutti, nella condizione di vivere al meglio la loro città".

La campagna intitolata "Torino pulita è casa mia" è appoggiata dalla Cooperativa sociale Senza Frontiere che favorirà la diffusione dell’iniziativa sui principali periodici letti dagli immigrati. È prevista anche una seconda campagna destinata all’utenza commerciale.

Comments are closed.