AMBIENTE. “A come acqua”: al via settimana Unesco

Quasi un miliardo di persone nel mondo non ha accesso a fonti sicure e pulite di acqua potabile. Oltre 2,6 miliardi di persone sono prive dei servizi igienici essenziali. Se in Occidente l’acqua arriva dal rubinetto, e viene sprecata, in Asia e in Africa le donne devono percorrere 6 chilometri per arrivare al più vicino punto di raccolta dell’acqua. L’acqua non è disponibile in modo uguale per tutti: in Europa se ne hanno fra 200 e 300 litri al giorno procapite, negli Stati Uniti si arriva a 425 litri, in Mozambico e in Madagascar per ogni persona sono disponibili solo 10 litri scarsi.

I numeri dell’acqua rendono bene l’idea di quanto questa sia una risorsa fondamentale ma distribuita in modo diseguale, spesso sprecata, con consumi squilibrati. Nei paesi ricchi si usa quotidianamente una quantità di acqua che è dalle 30 alle 50 volte maggiore di quella necessaria. Il 12% della popolazione mondiale usa e spreca l’85% dell’acqua del pianeta. E – per arrivare al legame con la strettissima attualità – nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree esposte a rischio di frane e alluvioni. I numeri dell’acqua vengono dal Rapporto mondiale sullo Stato delle Risorse Idriche, redatto ogni tre anni dal World Water Assessment Programme dell’Unesco, e vengono rilanciati in occasione della partenza, oggi, della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, quest’anno dedicata al tema "A come Acqua". Sono oltre 500 le iniziative in tutta Italia per ricordare la fonte più importante di vita e di benessere del pianeta.

Istituzioni, associazioni, scuole, università, parchi, imprese, agenzie ambientali, da oggi fino al 13 novembre, si attiveranno sotto l’egida e il coordinamento della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, con mostre, convegni, escursioni, laboratori, giochi, concorsi, spettacoli allestiti per diffondere la "cultura dell’acqua", intesa non solo dal punto di vista ecologico, ma anche per il suo legame con le conoscenze tradizionali e la diversità culturale, testimone dell’evoluzione della comunità umana, strumento per la lotta alla povertà e per la promozione della pace. Fra le iniziative: i ragazzi delle scuole andranno alla scoperta dei fiumi locali; ci saranno visite guidate per scoprire come l’uomo nel tempo abbia modificato l’ecosistema idrico; verranno fatti laboratori per incentivare il risparmio idrico e per incoraggiare l’uso dell’acqua di rubinetto.

L’evento centrale della settimana si svolgerà a Firenze il 12 novembre, quando la Commissione Nazionale Italiana Unesco organizzerà un momento di confronto e dibattito per non dimenticare i fattori più gravi che minacciano la risorsa idrica su scala globale e nazionale. Lo scorso anno l’Assemblea delle Nazioni Unite ha riconosciuto che l’accesso a fonti pulite di acqua è un diritto umano fondamentale. Eppure, un miliardo di persone oggi non ha accesso all’acqua potabile e sono 2,6 miliardi le persone prive di servizi igienici essenziali, mentre la mancanza di acqua pulita è il secondo fattore di mortalità infantile al mondo.

"Sono dati allarmanti che hanno un forte impatto emotivo sull’opinione pubblica, ma all’accresciuta sensibilità ancora non si accompagna un cambiamento degli stili di vita e dei modelli produttivi – ricorda il Professor Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Italiana Unesco – L’acqua continua a essere sprecata, se si pensa che nei paesi ricchi si usa quotidianamente una quantità di acqua che è dalle 30 alle 50 volte maggiore di quella necessaria, o gestita in modo inefficiente e inefficace. In Italia, per esempio, le catastrofi naturali legate al dissesto idrogeologico sono all’ordine del giorno, i fiumi sono sempre più inquinati, oltre il 30% dell’acqua immessa nella rete idrica si disperde a causa delle tubature difettose e il nostro Paese detiene il primato europeo per inadempienza alle direttive comunitarie sulle acque reflue. Le politiche ambientali a sostegno della qualità della vita sono divenute ormai sempre più distratte se non addirittura inesistenti".

 

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