AMBIENTE. ACI e Legambiente: 13 proposte per una mobilità sostenibile

Emanare una Legge quadro che stabilisca criteri generali per la realizzazione dei nuovi insediamenti urbani, con previsione della Valutazione di Impatto sulla Mobilità; emanare una norma quadro che stabilisca criteri uniformi in base ai quali le autorità comunali possano predisporre provvedimenti che limitano la circolazione veicolare; finanziare il potenziamento e la realizzazione di parcheggi di scambio e residenziali non su strada; formare ed educare il cittadino ad un uso responsabile del mezzo privato in ambito urbano, riducendo gli spostamenti con l’automobile se non strettamente necessari (c.d. mobilità superflua), e promuovendo corsi di guida ecologica (c.d. ecodriving). Sono queste alcune delle 13 proposte che Legambiente e Aci hanno condiviso nel documento "La mobilità per tutti nella città di domani".

L’iniziativa di ACI e Legambiente prende le mosse dai dati relativi al supermento del livelli di PM10: "E’ impossibile continuare così". Ed in effetti i dati aggiornati ai primi di settembre parlano chiaro e sono allarmanti: quest’anno le concentrazioni di Pm10 si sono impennate dopo un lungo periodo di diminuzione. A Torino, dal primo gennaio a oggi, le polveri sottili hanno già superato i limiti di legge per 82 giorni (il massimo consentito è 35), mentre nello stesso periodo del 2010 gli sforamenti erano stati 62. A Milano siamo a quota 70 (20 in più dell’anno scorso), a Roma a 37 (contro i 28 di un anno fa). Adesso le condizioni meteo favoriscono il ristagno delle sostanze nocive, prima vento e pioggia ripulivano le città. E i Comuni cosa fanno? Nel tentativo di diminuire i livelli di traffico e di inquinamento, i Comuni hanno messo in campo fino ad oggi una serie disorganizzata di provvedimenti che ha creato solo confusione tra i cittadini. Tra i Comuni c’è chi ha puntato sulle targhe alterne (Napoli e Palermo), sul blocco dei veicoli Euro0 ed Euro1 (Torino e Roma), sullo stop straordinario della circolazione (come Udine, Trento o Pordenone), sulle domeniche a piedi e sui giovedì senz’auto (i Comuni dell’Emilia Romagna); chi ha fermato i vecchi furgoni commerciali (Milano) e chi ha dichiarato guerra ai bus più inquinanti (Firenze), chi ha ridotto la velocità a 30 all’ora (Saronno) e chi ha offerto sconti sui mezzi pubblici (Vicenza). Per questo, ed un’altra delle 13 proposte, servirebbe una figura di coordinamento nazionale.

Tra gli interventi legislativi, invece, ACI e Legambiente suggeriscono anche la rimodulazione e la semplificazione del meccanismo del bollo auto, da rapportarsi non più alla potenza ma alle emissioni di CO2: un "bollo auto" che torni "bollo di circolazione", ossia una tassazione proporzionale all’uso dell’auto. E per costruire una vera e propria cultura della mobilità sostenibile, le due associazioni raccomandano di promuovere con più convinzione meccanismi di incentivazione per il car-sharing (l’auto in multiproprietà), il car-pooling (l’utilizzo dell’auto in almeno tre persone) e la formazione per l’uso responsabile del mezzo privato in ambito urbano.

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