AMBIENTE. Accordo raggiunto sulle rinnovabili tra Parlamento Ue e Consiglio europeo

Nell’ambito della negoziazione tra il Consiglio europeo e il Parlamento Ue sul pacchetto energia-clima, che si sta svolgendo in questi giorni, è stato raggiunto ieri un accordo sulla direttiva per le energie rinnovabili. Il compromesso informale stabilisce gli obiettivi nazionali obbligatori per gli Stati membri al fine di raggiungere quel 20% di rinnovabili nel consumo totale di energia entro il 2020, contemplato dal pacchetto Ue.

L’accordo fissa l’obiettivo minimo del 10% di energia rinnovabile nel settore dei trasporti entro il 2020, nei seguenti modi:

  • i biocarburanti di seconda generazione prodotti a partire dagli scarti, residui o dalle biomasse non alimentari verranno accreditati il doppio rispetto all’obiettivo del 10%;
  • l’elettricità rinnovabile destinata ai treni sarà calcolata una volta sola;
  • l’elettricità rinnovabile consumata dalle vetture elettriche varrà 2,5 volte il suo apporto;
  • per essere presi in considerazione, i biocarburanti dovranno permettere un risparmio minimo del 35% delle emissioni di gas serra rispetto ai carburanti fossili; dal 2017 gli impianti esistenti dovranno garantire un taglio del 50%, quelli nuovi del 60%;
  • la Commissione Ue metterà a punto una metodologia per misurare le emissioni di gas serra provenienti dalle modifiche indirette del suolo, ad esempio nei casi in cui le colture destinate alla produzione di biocarburanti occupino terre che prima erano destinate alle colture alimentari.

"E’ un grande giorno per il clima e per la sicurezza energetica dell’Europa – ha dichiarato Claude Turmes, l’eurodeputato relatore dell’accordo – Grazie a questa direttiva le energie rinnovabili saranno messe al centro delle politiche energetiche europee e rivitalizzeranno nello stesso tempo l’economia europea e l’occupazione attraverso gli investimenti nelle tecnologie verdi".

Ieri gli eurodeputati e la Presidenza francese hanno risolto anche un’altra questione: la data del 2014 non segnerà il raggiungimento dell’obiettivo globale del 20% ma servirà a migliorare l’efficacia e i meccanismi di cooperazione.

Questo permetterà agli Stati membri di:

  • elaborare progetti comuni nel settore della produzione d’elettricità pulita, di riscaldamento e di raffreddamento;
  • fondere o coordinare parzialmente i propri sistemi di sostegno nazionali;
  • la possibilità di prendere in considerazione l’elettricità verde consumata in uno Stato membro ma prodotta nell’ambito di progetti comuni con paesi terzi.

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