AMBIENTE. Acque di balneazione, Commissione Ue: “In calo i parametri di qualità”

La Commissione europea ha pubblicato la relazione sulla qualità delle acque di balneazione, presentata lo scorso 9 giugno. Secondo lo studio sono in calo i parametri di qualità delle acque in Europa, nelle zone costiere la conformità ai parametri europei è scesa al 96,1% del 2005, a fronte del 96,7% registrato nel 2004, mentre nelle zone di balneazione interne si è passati all’85,6% rispetto all’89,4% rilevato nel 2004.

Preoccupato dal peggioramento del tasso di conformità nelle zone di balneazione il commissario per l’ambiente, Stavros Dimas, ha annunciato di voler sollecitare gli Stati ad intensificate le attività di analisi e risanamento.

La relazione ha esaminato 20.914 (14.230 costiere e 6.684 interne). Difficoltà – si legge in una nota – sono emerse anche nell’ubicazione delle zone balneari analizzate. Secondo la normativa comunitaria, infatti, gli Stati membri sono tenuti a fornire le coordinate geografiche precise di ogni sito coinvolto. Nel 2005, invece, queste informazioni non sono state fornite in oltre 2.000 casi, impedendo alla Commissione di compilare con precisione le mappe nazionali.

La Commissione ha rilevato che lo scorso anno i paesi dell’Ue hanno soppresso dagli elenchi dei siti soggetti ai parametri previsti dalla normativa europea 103 siti costieri e 223 zone di balneazione interne, che si vanno ad aggiungere ai circa 7.000 siti depennati dall’inizio degli anni ’90. Temendo che gli Stati abbiano depennato le zone di balneazione dagli elenchi per celare problemi d’inquinamento, la Commissione ha avviato le procedure d’infrazione per 11 paesi.

Per quanto riguarda l’Italia sono state 4.919 le zone costiere e 766 i siti di balneazione interni analizzati. Nel 2005, il rispetto dei parametri europei definiti "obbligatori" è sceso dello 0,4%. La conformità ai cosiddetti "valori guida" – prosegue la nota – ha subito una flessione dello 0,9%. Questi dati confermano il trend negativo del biennio 2002-2004. Il numero di aree sottoposte a divieto di balneazione è aumentato nel 2005 del 5,2%. Risulta negativo anche il trend del campionamento effettuato nelle acque interne, con un calo della conformità ai parametri comunitari pari al 3,1%. Dal 1990, inoltre, l’Italia ha ridotto sensibilmente il numero complessivo di siti monitorati (18,4% per le acque costiere e 23,2% per le acque interne), depennando numerose zone dagli elenchi ufficiali dei siti soggetti ai parametri europei.

Comments are closed.