AMBIENTE. Ad Al Gore il premio Nobel per la pace

L’ex vice presidente americano Al Gore e il Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (Ipcc) delle Nazioni Unite hanno oggi ottenuto il premio Nobel per la pace proprio per l’impegno dimostrato per diffondere una conoscenza maggiore dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo. Soddisfazione è stata espressa dal ministro per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, che ha detto: "Una bella notizia. Speriamo che questo si traduca presto in un forte impegno degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico e quindi in politiche volte alla riduzione delle emissioni di CO2". In particolare Bersani ha auspicato che "si possa dare così credibilità ad un impegno globale sulla questione climatica, portando, quindi, ad efficacia gli sforzi che in sede europea si stanno già facendo".

Per Greenpeace "L’assegnazione del Nobel per la Pace ad Al Gore e all’IPCC è il riconoscimento del fatto che la questione dei cambiamenti climatici è la priorità del ventunesimo secolo – commenta Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace – Per essere condotta, questa sfida richiede una vera e propria rivoluzione tecnologica e una cooperazione tra i diversi Paesi. Il forte impegno con cui Al Gore ha promosso la conoscenza del tema, delle sue implicazioni e delle risposte che richiede viene giustamente premiato: si tratta del singolo individuo che ha maggiormente contribuito a diffondere i risultati delle analisi scientifiche al grande pubblico."

"Il Nobel per l’ambiente assegnato ad Al Gore e soprattutto all’IPCC (Comitato Intergovernativo per i mutamenti climatici dell’Onu) – ha invece commentato il WWF – rende giustizia al rigore scientifico, alla serietà dei dati e alla vera emergenza che l’uomo oggi deve affrontare: i cambiamenti climatici. I premi di oggi così legati ai grandi temi dell’ambiente ricordano quello per la pace assegnato nel 2004 all’ambientalista keniana Wangari Maathai e più addietro nel 1995 ai 3 scienziati, Paul Crutzen, Mario Molina e Sherwood Rowland, che vinsero il Nobel per la chimica in seguito alle scoperte sulla deplezione dello stato di ozono nell’atmosfera, ovvero, ad un fenomeno legato all’impatto dell’attività umana sull’ambiente.

Per Legambiente ha parlato Roberto Della Seta. Anche lui ha parlato di "un successo per Al Gore e un riconoscimento per la qualità e la serietà del lavoro dell’Ipcc. Ma nello stesso tempo è un premio che sentiamo anche un po’ nostro: è un Nobel per la pace che idealmente va a tutte quelle associazioni, quegli scienziati, quegli amministratori che stanno lottando da anni per fermare il surriscaldamento del pianeta".

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