AMBIENTE. Adiconsum: “Il Governo ostacola il risparmio energetico delle famiglie”

"Il Governo ostacola il risparmio energetico delle famiglie e gli investimenti per l’efficienza energetica delle case". Lo dichiara Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum, riferendosi all’articolo 29 del decreto anticrisi approvato il 28 novembre dal Consiglio dei Ministri, che "pone una serie di ostacoli e limitazioni che renderanno alle famiglie molto difficile l’accesso alla detrazione fiscale del 55%".

"Con questo decreto – spiega Landi – si annullano i benefici fiscali ottenuti con le Leggi Finanziarie 2007 e 2008, che finalmente disponevano norme coerenti con la necessità di far risparmiare le famiglie, attraverso il miglioramento dell’efficienza delle proprie abitazioni. Efficienza che spesso ha comportato un risparmio sulla bolletta energetica del 30%-40% (superiore a quello previsto dal Bonus Gas e Elettricità insieme).

Infatti, gli investimenti fatti dalle famiglie nel 2007 ammontano a 1500 Ml/euro e nel 2008 a 1800 Ml/euro, che hanno permesso un risparmio di 500.000 MWh di energia non consumata e oltre 68.000 tonnellate di CO2 non emessa nell’ambiente. Invece – ribadisce Landi – i limiti di spesa del Decreto (82 Ml/euro nel 2008, 185 nel 2009 e 315 nel 2010) permettono di soddisfare appena un quarto degli investimenti previsti dalle famiglie (sulla base di quanto già investito negli anni precedenti), in un momento in cui sarebbe necessario incentivare gli investimenti per contrastare la grave crisi attuale. Proprio il contrario di quanto stanno facendo Germania e Francia che hanno inserito gli incentivi per l’efficienza energetica nei provvedimenti anticrisi".

Adiconsum rivolge dunque un appello al Parlamento affinché sia ripristinata la precedente normativa, che ha dimostrato la sua validità ed efficacia.

"Altro che provvedimento di rilancio che guarda alle persone e allo sviluppo. In tema di rinnovabili e efficienza energetica il Governo va contro le famiglie e le aziende". Negativo anche il commento di Legambiente. "Quello che era un sistema di incentivo semplice, trasparente e sicuro per i cittadini infatti, diventa ora uno strumento complicato, discrezionale, limitato a pochi.

Non si comprende – ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente – la ragione per la quale si è deciso di cambiare un provvedimento che ha avuto un grande successo e che permetteva alle famiglie di risparmiare sulle bollette elettriche e termiche grazie alla possibilità di installare impianti solari termici, caldaie a condensazione, interventi di efficienza energetica. A meno di voler proprio limitare il ricorso a questo tipo di incentivi".

Rispetto al sistema in vigore fino ad oggi infatti, le nuove norme complicano parecchio la procedura di accesso all’incentivo. L’anno prossimo verranno prese in considerazione solo le proposte presentate tra il 15 gennaio al 27 febbraio prossimi ma nemmeno per chi avrà rispettato questi tempi il bonus sarà una certezza. Vi accederanno solo i più veloci nel consegnare le domande e solo fino al raggiungimento di un tetto di spesa prevista dal Governo per il 2009. Inoltre, sarà l’Agenzia delle entrate a decidere la concessione o meno dell’incentivo con un sistema di silenzio/rifiuto dopo 30 giorni.

"Tutto questo – sottolinea Zanchini – scoraggerà i cittadini, confonderà le imprese sempre più interessate alle rinnovabili, con grave danno per il Paese e per la lotta ai cambiamenti climatici. Chiediamo quindi al Governo di mettere mano al provvedimento per tornare a una procedura semplice, trasparente e sicura. Per dare finalmente un segnale di voler recuperare i ritardi del nostro Paese rispetto al resto d’Europa"

 

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